Alberto De Rossi ha finalmente rotto il silenzio mediatico che lo ha contraddistinto per decenni durante la sua gloriosa carriera nel settore giovanile della Roma. Oggi, nel suo nuovo ruolo di presidente dell'Ostiamare, l'ex allenatore giallorosso ha deciso di raccontare i dettagli di un'avventura che non è solo sportiva, ma profondamente legata alle radici della sua famiglia. Dopo oltre trent'anni trascorsi a Trigoria, Alberto ha scelto di non godersi la meritata pensione ma di rimettersi in gioco per salvare una realtà storica del litorale romano, lavorando fianco a fianco con il figlio Daniele. Quest'ultimo, nonostante gli impegni professionali che lo vedono attualmente impegnato a Genova, rimane una figura centrale e costantemente presente nella proprietà del club. Questa nuova veste istituzionale vede Alberto impegnato quotidianamente, confermando la sua natura di uomo che preferisce il lavoro sul campo rispetto alle formalità burocratiche.
Il cammino dell'Ostiamare nel campionato di Serie C ha recentemente toccato un punto di svolta fondamentale grazie alla prima vittoria stagionale ottenuta sul difficile campo di Pesaro. Questo successo non rappresenta solo tre punti preziosi per la classifica, ma il coronamento di un lavoro iniziato poco più di un mese fa, quando la nuova gestione ha preso ufficialmente il comando della società. Il presidente ha sottolineato come questo risultato serva a togliere un peso psicologico non indifferente alla squadra, permettendo a tutto l'ambiente di guardare al futuro con maggiore serenità e ottimismo. L'obiettivo primario per questa stagione rimane il mantenimento della categoria, un traguardo essenziale per dare continuità a un investimento che mira a portare il club verso palcoscenici sempre più prestigiosi, supportato da una struttura tecnica che non teme confronti.
Oltre all'aspetto puramente agonistico, il progetto della famiglia De Rossi si fonda su una solida base di valori etici e sociali che Alberto tiene a ribadire con forza. Il presidente ha chiarito che la missione principale dell'Ostiamare è quella di formare prima di tutto dei cittadini consapevoli e rispettosi, e solo in un secondo momento dei calciatori professionisti. Il legame con la città di Ostia è viscerale e profondo: Alberto ricorda con grande commozione quando, nel lontano 1988, portò per la prima volta un piccolo Daniele di soli cinque anni all'interno di quelle stesse strutture che oggi si trovano a gestire insieme. Non si tratta quindi di una semplice operazione commerciale o sportiva, ma di un vero e proprio atto d'amore verso un quartiere che ha visto crescere intere generazioni della loro famiglia e che ora risponde con un entusiasmo travolgente.
La decisione di acquisire il club è arrivata in un momento estremamente critico, quando le istituzioni locali hanno sollecitato l'intervento diretto dei De Rossi per evitare il fallimento di una realtà che rischiava di scomparire definitivamente dal panorama calcistico. Alberto ha spiegato che, nonostante il forte coinvolgimento emotivo, l'operazione è stata condotta con estrema professionalità, pianificando investimenti mirati e coinvolgendo figure di assoluta fiducia, tra cui sua figlia, per creare un gruppo di lavoro coeso. La risposta della cittadinanza è stata immediata e calorosa, segno che il connubio tra il nome De Rossi e i colori biancoviola è percepito come una garanzia di serietà. Nonostante le possibili invidie che un progetto così ambizioso può generare all'esterno, la società prosegue dritta per la sua strada, puntando sulla qualità dei rapporti umani per scrivere una nuova pagina di storia.



















