Il pareggio per 2-2 maturato nell'ultimo turno contro l'Everton ha riacceso i riflettori su una crisi difensiva che rischia di compromettere seriamente la stagione del Manchester United. La squadra guidata da Michael Carrick ha mostrato una fragilità preoccupante, subendo esattamente due reti in ogni singola partita disputata dall'inizio del campionato. Il gol del definitivo pareggio, siglato da Ainsley Maitland-Niles al 96' presso lo stadio Hill Dickinson, non è stato un episodio isolato, ma il culmine di una prestazione che ha evidenziato lacune tattiche e di concentrazione. Nonostante il blasone degli avversari affrontati finora non fosse irresistibile, i Red Devils non sono mai riusciti a mantenere la porta inviolata, un dato che sta iniziando a pesare enormemente sulla classifica e sul morale dell'intero ambiente di Old Trafford.
Analizzando il percorso recente, lo United ha affrontato compagini come Hull City e Ipswich Town, entrambe provenienti dalla Championship nella scorsa stagione, oltre a un Everton che storicamente non brilla per prolificità offensiva. Eppure, in tutti questi scontri, la difesa ha concesso regolarmente il fianco. Michael Carrick ha provato a gettare acqua sul fuoco nelle interviste post-partita, sottolineando come alcune reti siano nate da giocate eccezionali degli avversari. "Ci sono stati due tiri dalla distanza, due conclusioni davvero notevoli dal loro punto di vista; a volte finiscono all'incrocio dei pali, ma il più delle volte non succede", ha dichiarato il tecnico inglese. Tuttavia, Carrick ha dovuto ammettere che la squadra non può ignorare il problema: "Dobbiamo assolutamente subire meno gol per darci una reale possibilità di vincere le partite, è un aspetto su cui dobbiamo migliorare collettivamente".
I problemi non si limitano ai tiri dalla lunga distanza, poiché nelle sfide precedenti erano emerse criticità diverse. Contro l'Hull City, lo United aveva incassato due reti sugli sviluppi di calci piazzati, un fondamentale che sembrava essere stato sistemato dopo il ritorno di Carrick a gennaio ma che è tornato a tormentare la squadra. Anche le prestazioni individuali sono finite sotto la lente d'ingrandimento: contro l'Ipswich, il primo gol di Leif Davis è nato da un errore di Luke Shaw, prima superato da un tunnel e poi battuto in velocità da Abdul Fatawu. Anche Lisandro Martinez è finito sul banco degli imputati per un errore individuale grossolano che ha portato alla seconda rete degli avversari. Questa mancanza di solidità nei singoli si riflette in un dato statistico impietoso: l'Everton ha prodotto ben 18 tiri totali, di cui 6 nello specchio della porta, confermando un trend che vede lo United tra le squadre che concedono più conclusioni in tutta la Premier League.
L'unico raggio di luce in questo scenario a tinte fosche è rappresentato dalle prestazioni del portiere Senne Lammens. L'estremo difensore è stato l'unico membro del reparto arretrato a iniziare la stagione con un rendimento elevato, effettuando parate decisive che hanno evitato passivi ancora più pesanti. Se l'anno scorso i problemi tra i pali erano spesso imputati ad Altay Bayindir, oggi la questione sembra essersi spostata interamente sulla linea a quattro dei difensori. Michael Carrick, che quattordici anni fa visse un'emergenza simile da calciatore dovendo adattarsi come difensore centrale proprio contro l'Everton di Fellaini, si trova ora davanti a una sfida gestionale complessa. Senza nuovi innesti dal mercato e con una coesione difensiva ancora tutta da trovare, il rischio che la stagione dei Red Devils deragli prematuramente è quanto mai concreto.
















