Il 17 agosto 2024 rimarrà per sempre una data scolpita nella memoria di David Otorbi e dei sostenitori del Valencia. In quella calda serata estiva, durante la prima giornata di campionato contro il Barcellona, l'allora tecnico Rubén Baraja decise di lanciare nella mischia il giovanissimo esterno d'attacco, sorprendendo l'intero stadio Mestalla. A soli 16 anni e 306 giorni, Otorbi faceva il suo ingresso ufficiale nella Liga, diventando il più giovane debuttante nella storia del club nel massimo campionato spagnolo. Quella manciata di minuti finali sembrava il preludio a una carriera folgorante, un'esplosione immediata di un talento cristallino che pareva pronto a prendersi la scena del calcio europeo sotto i riflettori di una delle sfide più prestigiose del mondo.

Tuttavia, dopo quel debutto da sogno, la parabola di Otorbi ha subito una brusca e inaspettata frenata, portando il giocatore in un vero e proprio oblio sportivo durato quasi due anni. Nonostante fosse una presenza costante nelle convocazioni della prima squadra, il giovane talento non è più riuscito a trovare spazio sul terreno di gioco in campionato, venendo ignorato sia da Baraja che dal suo successore Corberán. Le sue uniche apparizioni ufficiali si sono limitate a sporadici interventi in Coppa del Re contro formazioni di categoria inferiore come il Maracena e lo Sporting, lasciando i tifosi a interrogarsi sul motivo per cui un profilo così promettente fosse stato messo ai margini del progetto tecnico proprio nel momento di massima necessità per la squadra.

Per comprendere appieno l'importanza di questo calciatore, bisogna guardare oltre il suo esordio in campionato e risalire al 7 gennaio 2024, quando Otorbi stabilì il record assoluto di precocità per il Valencia in qualsiasi competizione ufficiale. In una sfida di Coppa del Re contro il Cartagena, scese in campo a soli 16 anni, 2 mesi e 19 giorni, polverizzando il precedente primato che apparteneva a Diego Ribera dal lontano 1994. Questo traguardo storico sottolinea la qualità del settore giovanile del club levantino, capace di produrre talenti in grado di bruciare le tappe, anche se la gestione successiva del ragazzo ha dimostrato quanto sia complesso il passaggio definitivo dal calcio giovanile a quello professionistico di alto livello in una piazza esigente come quella valenciana.

La situazione attuale del Valencia, caratterizzata da una profonda crisi di risultati e da una rosa numericamente ridotta soprattutto sulle corsie esterne, ha costretto lo staff tecnico a riconsiderare il ruolo di Otorbi. Il suo secondo debutto è avvenuto recentemente nella sfida contro il Betis, dove, pur giocando solo pochi minuti, ha mostrato una profondità e una capacità di saltare l'uomo che mancavano da tempo alla manovra offensiva della squadra. Questa prestazione positiva gli ha garantito una chance più consistente nella successiva trasferta di Riazor contro il Deportivo La Coruña, dove ha disputato mezz'ora di alto livello, confermando di essere finalmente pronto a dare il suo contributo concreto in un momento così delicato per le sorti del club nella classifica della Liga.

Ora il destino sembra voler chiudere un cerchio perfetto, mettendo nuovamente di fronte il Valencia e il Barcellona in una sfida che sa di riscatto per il giovane esterno. David Otorbi si presenta a questo appuntamento come un giocatore profondamente diverso rispetto a quel ragazzino che esordì due anni fa: con due anni in più di esperienza, molti allenamenti nelle gambe e i preziosi consigli appresi osservando i compagni dalla panchina, è pronto a dimostrare la sua maturità. In un Mestalla che chiede a gran voce segnali di ripresa, il ritorno del suo talento prodigio potrebbe rappresentare la scintilla necessaria per invertire la rotta e ritrovare quell'entusiasmo che sembrava smarrito tra le pieghe di una crisi tecnica e societaria apparentemente senza fine.