Il mercato estivo dell'Athletic Club si è concluso senza nuovi acquisti in entrata, ma con una serie di operazioni in uscita che hanno ridefinito la rosa a disposizione del tecnico. Tra le partenze ufficializzate figurano quella di Vencedor, che ha risolto il contratto prima di accasarsi al Burgos, il prestito di Adama Boiro al West Ham e il trasferimento di Gorosabel all'Espanyol. Tuttavia, la notizia più rilevante riguarda chi è rimasto nonostante le insistenti voci di addio: Nico Serrano e Álvaro Djaló hanno infatti deciso di non muoversi da Bilbao, almeno fino alla prossima finestra di mercato di gennaio. Entrambi i calciatori hanno valutato attentamente l'ipotesi di un prestito per trovare maggiore minutaggio, ma alla fine hanno optato per restare in gruppo e provare a scalare le gerarchie interne sotto la guida di Terzic.

Nico Serrano rappresenta un caso emblematico di un talento che fatica a trovare la sua definitiva consacrazione con la maglia dei Leoni. A 24 anni, l'attaccante navarrese vanta paradossalmente più presenze accumulate durante i vari prestiti (59) che con la maglia dell'Athletic stesso (51). Nel corso delle ultime stagioni, Serrano ha girovagato tra Mirandés, PEC Zwolle, Racing Ferrol e Sporting, cercando quella continuità che finora gli è mancata a San Mamés. Nonostante non sia stato convocato per le prime sfide di questa stagione proprio perché la sua partenza era data per certa, il giocatore, legato al club da altri due anni di contratto, ha scelto di mettersi alla prova. La sua capacità di agire sia sulle fasce che per vie centrali potrebbe offrire soluzioni tattiche interessanti in un calendario che si preannuncia fitto di impegni.

Discorso diverso, ma altrettanto complesso, riguarda Álvaro Djaló, per il quale la società ha compiuto un investimento economico molto importante. Acquistato nel marzo 2024 per ben 15 milioni di euro dal Braga, l'attaccante è arrivato a Bilbao con l'etichetta di colpo di mercato, forte anche delle sue apparizioni nelle pre-liste della nazionale spagnola di Luis de la Fuente. Mikel González, direttore dell'area tecnica del club, ha ricordato come la concorrenza per assicurarsi le prestazioni di Djaló fosse agguerrita e come l'Athletic abbia dovuto lottare per battere la concorrenza di altri club europei. Tuttavia, l'impatto del calciatore è stato finora molto limitato, tanto da spingere la dirigenza a valutare una sua uscita temporanea dopo l'esperienza in prestito all'Al-Gharafa.

Le parole di Mikel González al termine della scorsa stagione non avevano lasciato spazio a molte interpretazioni: il dirigente aveva ammesso pubblicamente che la società non era soddisfatta del rendimento del calciatore e che lo stesso Djaló condivideva questo malumore per le prestazioni offerte. Nonostante ciò, il giocatore, che ha firmato un contratto a lungo termine fino al 2029, ha deciso di non arrendersi e di giocarsi le sue ultime possibilità di riscatto nei prossimi quattro mesi. Questa permanenza forzata rappresenta un bivio cruciale per la sua carriera in biancorosso: o riuscirà a integrarsi nei meccanismi di Terzic dimostrando il valore dei 15 milioni spesi, oppure la cessione a gennaio diventerà un passaggio inevitabile per non svalutare ulteriormente un asset così oneroso per le casse del club basco.