Jakub Jankto è tornato a far discutere, anche se ormai lontano dai campi di gioco. L'ex centrocampista della Serie A, che ha appeso gli scarpini al chiodo lo scorso agosto dopo aver giocato oltre 170 partite tra le fila di Udinese, Sampdoria e Cagliari, sta conquistando l'attenzione sui social network grazie al suo nuovo profilo TikTok. Nei video pubblicati in questi giorni, il ceco risponde alle domande dei follower con uno stile decisamente senza filtri, utilizzando un linguaggio colorito che non è passato inosservato.

Il fulcro della sua campagna social ruota intorno ai ricordi dei suoi allenatori. Quando gli è stato chiesto quale tecnico lo abbia trattato peggio in carriera, Jankto non ha avuto dubbi nel puntare il dito contro Davide Nicola, con il quale ha condiviso l'esperienza al Cagliari nella stagione 2024-2025. L'ex calciatore ha usato termini molto forti per descrivere il rapporto: secondo Jankto, Nicola non gli ha concesso nemmeno un minuto di gioco, nonostante l'impegno profuso in allenamento e la lealtà dimostrata verso la squadra e i tifosi. Nella stagione precedente aveva collezionato 18 presenze, ma con l'arrivo di Nicola è stato completamente escluso dal progetto, terminando l'annata con zero minuti tra campionato e coppa nazionale.

Ben diverso il giudizio riservato a Claudio Ranieri. Interrogato sul miglior allenatore della sua carriera, Jankto ha indicato proprio Sir Claudio, definendolo un «top» nel suo campo. Tuttavia, il ceco ha ammesso candidamente che avrebbe desiderato «ammazzarlo un milione di volte», pur riconoscendogli il merito di avergli donato momenti indimenticabili sul piano calcistico. I due hanno collaborato in due occasioni distinte: dal 2019 al 2021 in quel della Sampdoria, quando probabilmente Jankto ha espresso il miglior calcio della sua carriera, e successivamente nel 2023-2024 al Cagliari, quando Ranieri aveva guidato i sardi alla promozione tramite i playoff.

Le dichiarazioni di Jankto riflettono la frustrazione di un giocatore che, negli ultimi anni della sua carriera, ha visto ridursi significativamente lo spazio a disposizione. La mancanza di continuità con Nicola, in particolare, sembra aver giocato un ruolo determinante nella scelta di ritirarsi dal calcio giocato. Al contrario, la nostalgia per Ranieri testimonia il legame positivo costruito durante le loro esperienze insieme, nonostante le naturali tensioni che possono sorgere tra un allenatore e un giocatore nel corso di una stagione.