L'Inter si presenta ai nastri di partenza della nuova stagione con l'etichetta di favorita assoluta, ma con un mercato che sembra aver imboccato un binario morto. Secondo Cesc Fabregas, che ha recentemente espresso la sua opinione in un'intervista, i nerazzurri rappresentano attualmente il punto più alto del calcio italiano, una squadra che rimane la più forte del campionato anche senza ulteriori ritocchi. Di parere leggermente diverso è invece l'allenatore Cristian Chivu, il quale ha utilizzato una metafora molto efficace definendo la rosa come un puzzle ancora da completare. Il tecnico ha sottolineato la necessità di inserire elementi di esperienza e qualità, specialmente sulla corsia di destra, per poter affrontare con serenità i molteplici impegni stagionali che attendono il club tra campionato e coppe.

Nonostante una disponibilità economica superiore rispetto alle passate sessioni di mercato, caratterizzate da ristrettezze e sacrifici necessari, l'Inter vive oggi un singolare paradosso finanziario. La nuova proprietà, il fondo Oaktree, garantisce stabilità ma impone tempi di reazione e logiche gestionali che mal si conciliano con la frenesia delle trattative estive. Il grande obiettivo sfumato è stato Marco Palestra: un'operazione da circa cinquanta milioni di euro che avrebbe permesso di blindare la fascia destra per il prossimo decennio con un talento italiano. Tuttavia, la trattativa si è scontrata con la concorrenza spietata della Premier League, capace di offrire cifre fuori portata e di agire con una rapidità che ha messo fuori gioco le strategie dei dirigenti di Viale della Liberazione.

Il mercato in entrata è attualmente subordinato alla capacità del club di sfoltire la rosa e liberare spazio salariale. Nomi come quelli di Doué o Read sono stati sondati a lungo, ma non hanno mai convinto pienamente lo staff tecnico, mentre la pista che portava ad Anan Khalaili si è interrotta dopo le visite mediche effettuate in Italia, che hanno spinto la società a fare riflessioni diverse sulle sue condizioni fisiche. L'unico profilo che resta realmente in cima alla lista dei desideri è quello di Moussa Diaby, attualmente in forza all'Al-Ittihad. L'operazione per l'esterno francese, però, può decollare soltanto se uno tra Kristjan Asllani o Benjamin Pavard accetterà di lasciare Milano, diventando la pedina di scambio necessaria per sbloccare l'impasse.

In assenza di nuovi colpi dell'ultimo minuto, Chivu dovrà fare affidamento sulle risorse interne, con Luis Henrique e Diouf chiamati a contendersi il posto sulla fascia destra. Il brasiliano Luis Henrique ha mostrato caratteristiche sensibilmente diverse rispetto a quelle di Denzel Dumfries, apparendo nella scorsa stagione molto più propenso alla copertura difensiva che alla fase di spinta offensiva. Sebbene l'Inter abbia costruito i suoi recenti successi anche grazie al suo contributo, il rischio di un logoramento fisico è concreto, dato che il giocatore è stato spesso costretto agli straordinari per mancanza di alternative di ruolo. La speranza della dirigenza è quella di riuscire a piazzare un colpo in extremis, ricalcando l'operazione che portò Manuel Akanji in nerazzurro, ma tutto dipenderà dalla volontà dei giocatori in uscita di accettare nuove destinazioni.