La tournée estiva in Australia, che doveva servire alla Juventus per oliare i meccanismi tattici in vista della nuova stagione agonistica, si è trasformata in un vero e proprio incubo personale per Michele Di Gregorio. Durante l'amichevole di lusso disputata a Perth contro l'Inter, l'estremo difensore bianconero è finito nuovamente al centro delle feroci polemiche a causa di una prestazione costellata da incertezze pesanti che hanno condizionato il risultato finale. Se sulla rete siglata da Federico Dimarco si possono ancora concedere delle parziali attenuanti legate alla visuale coperta da un difensore e alla traiettoria velenosa del pallone, il raddoppio firmato da Diouf ha lasciato sbigottiti tifosi e addetti ai lavori. La conclusione, tutt'altro che irresistibile e scagliata sul primo palo, è sfuggita in modo goffo dalle mani del portiere, terminando la sua corsa in fondo al sacco e sancendo di fatto una bocciatura tecnica difficile da ignorare per un club con ambizioni di vertice.
Il tecnico Luciano Spalletti, stando alle ultime indiscrezioni che filtrano dall'ambiente bianconero, sembra aver ormai esaurito la pazienza e non considererebbe più l'ex giocatore del Monza come il profilo ideale per difendere i pali della Vecchia Signora nel prossimo campionato di Serie A. La fiducia che era stata riposta in lui all'inizio del ritiro precampionato pare essersi sgretolata sotto il peso di errori ripetuti che minano la stabilità psicologica dell'intero reparto arretrato. In un contesto esigente come quello torinese, ogni singola sbavatura viene amplificata dai media e dai sostenitori, e Di Gregorio si trova ora in una posizione di estrema fragilità, stretto tra la pressione mediatica e la necessità di un riscatto che appare sempre più lontano. La dirigenza è dunque chiamata a una riflessione profonda sulla gerarchia dei portieri per evitare di iniziare la stagione ufficiale con un'incognita così ingombrante nel ruolo più delicato del campo.
La situazione legata alla possibile partenza del portiere è tuttavia estremamente complessa e rischia di trasformarsi in un rompicapo finanziario per il direttore sportivo Cristiano Giuntoli. Per evitare di registrare una pericolosa perdita contabile a bilancio, la Juventus non può scendere sotto la valutazione minima di dieci milioni di euro, una cifra che al momento sembra spaventare le potenziali pretendenti nazionali ed estere. Nonostante diversi club abbiano effettuato dei sondaggi esplorativi nelle scorse settimane, nessuna società ha ancora presentato un'offerta concreta per l'acquisto a titolo definitivo, limitandosi a proporre soluzioni basate sul prestito con diritto di riscatto che non soddisfano le esigenze economiche della Continassa. Questo stallo nelle trattative impedisce alla società di sfoltire la rosa in modo efficace e di incassare le risorse necessarie per finanziare i colpi in entrata, creando un circolo vizioso che blocca parzialmente le strategie di mercato programmate per la fine di agosto.
Parallelamente alla gestione del caso Di Gregorio, la Juventus sta accelerando le operazioni per assicurarsi un nuovo numero uno di caratura internazionale che possa garantire affidabilità immediata e carisma. Il nome in cima alla lista dei desideri rimane quello di Suzuki, per il quale si starebbe studiando una complessa triangolazione di mercato che coinvolge anche il Paris Saint-Germain, mentre l'alternativa più credibile porta a Guglielmo Vicario, profilo molto gradito per esperienza e reattività tra i pali. Resta da sciogliere anche il nodo legato al ruolo di secondo portiere, con Di Gennaro che potrebbe rimanere a Torino per garantire continuità nello spogliatoio, a patto che si trovi una sistemazione definitiva per gli esuberi. La sensazione è che i prossimi giorni saranno decisivi per ridisegnare completamente il volto della porta bianconera, con l'obiettivo di consegnare a Spalletti una squadra solida e competitiva su tutti i fronti, pronta a dare battaglia per lo scudetto fin dalle prime giornate.



















