Steven Gerrard, l'indimenticabile capitano del Liverpool, è tornato a riflettere su uno dei momenti più controversi della sua carriera ad Anfield, definendo "disastrosa" la decisione del club di cedere Xabi Alonso al Real Madrid nell'estate del 2009. L'ex centrocampista inglese ha espresso tutto il suo dolore e la sua frustrazione per una scelta di mercato che, a suo dire, ha cambiato negativamente la traiettoria della squadra proprio quando sembrava pronta a dominare in Inghilterra e in Europa. Gerrard ha ricordato come si sentisse devastato all'idea di perdere un compagno di squadra di quel calibro, sottolineando che la partenza dello spagnolo non fu solo una perdita tecnica, ma un vero e proprio colpo al cuore del progetto sportivo che i Reds stavano costruendo con fatica dopo anni di digiuno in campionato.

Il principale responsabile di questa operazione, secondo Gerrard, fu l'allora allenatore Rafa Benitez, con il quale il rapporto di Alonso si era incrinato irrimediabilmente già dalla stagione precedente. Il tecnico spagnolo aveva manifestato apertamente l'intenzione di sostituire il suo connazionale con Gareth Barry, all'epoca colonna dell'Aston Villa, una mossa che Gerrard non riuscì mai a comprendere né ad accettare minimamente. "Abbiamo fiducia in lui", era il sentimento comune dello spogliatoio e della tifoseria verso Alonso, ma Benitez decise di procedere comunque con la cessione per una cifra vicina ai 35 milioni di euro. Gerrard ha puntato il dito contro la gestione del manager, reo di aver rotto un equilibrio perfetto per inseguire un obiettivo di mercato che non avrebbe mai potuto garantire la stessa qualità e visione di gioco del regista basco.

Dal punto di vista tattico, l'addio di Alonso rappresentò la fine di una delle partnership di centrocampo più iconiche della storia della Premier League. Nella stagione 2008-2009, il Liverpool aveva conteso il titolo al Manchester United fino alle ultime giornate, chiudendo con un secondo posto record e mostrando un calcio fluido e dominante che non si vedeva da decenni nel Merseyside. Alonso era il metronomo che permetteva a Gerrard di spingersi in avanti e supportare Fernando Torres, creando un triangolo offensivo letale che terrorizzava le difese avversarie in ogni competizione. Senza la capacità dello spagnolo di dettare i tempi e di effettuare lanci millimetrici, il gioco dei Reds divenne improvvisamente più prevedibile e meno efficace, portando a una rapida erosione dei risultati e della fiducia collettiva.

La storia ha poi dato ampiamente ragione ai timori di Gerrard, poiché Xabi Alonso ha continuato a collezionare successi incredibili sia con il Real Madrid che con il Bayern Monaco, oltre che con la nazionale spagnola, vincendo tutto ciò che un calciatore può sognare. Al contrario, il Liverpool entrò in un periodo di transizione estremamente difficile e doloroso, cercando disperatamente di sostituire l'insostituibile con acquisti come Alberto Aquilani, che però non riuscirono mai a integrarsi o a mantenere lo stesso livello di prestazioni a causa di infortuni e pressioni ambientali. Questo retroscena svelato da Gerrard mette in luce come le dinamiche di mercato e i rapporti personali tra allenatore e giocatori possano influenzare il destino di un intero club per anni, lasciando ai tifosi il rimpianto di ciò che sarebbe potuto essere se quel centrocampo stellare non fosse stato smantellato prematuramente.