Il Bologna sta vivendo ore di profonda apprensione a causa del forte interesse manifestato dall'Everton per il suo gioiello inglese, Rowe. Il club di Liverpool, forte della potenza economica che caratterizza la Premier League, ha messo nel mirino l'esterno offensivo, mettendo sul piatto una base di partenza di circa 35 milioni di euro. Sebbene la dirigenza rossoblù stia ufficialmente cercando di resistere alle lusinghe inglesi, l'ombra di un rilancio che possa toccare o superare la soglia dei 45 milioni di euro agita i sogni dei tifosi e degli addetti ai lavori a Casteldebole. La sensazione è che, di fronte a cifre di tale portata, la resistenza del club emiliano possa vacillare, aprendo la strada a un'altra cessione eccellente dopo quelle già perfezionate nelle scorse settimane.
La situazione di mercato del Bologna appare particolarmente delicata se si osserva il quadro generale delle operazioni in uscita già concluse. Dopo gli addii consumati di pedine fondamentali come Castro e Freuler, e con la partenza del difensore Lucumi che sembra ormai essere solo questione di tempo, il timore della piazza è che la società stia privilegiando eccessivamente la logica del bilancio rispetto a quella tecnica. Con la possibile cessione del centrale colombiano, il saldo attivo del mercato rossoblù raggiungerebbe la ragguardevole cifra di 63,5 milioni di euro. Questa politica di massimizzazione delle plusvalenze, già vista in passato con l'operazione che portò Ndoye lontano dall'Emilia, sta alimentando il pessimismo tra i sostenitori, che temono un ridimensionamento delle ambizioni europee del club sotto la gestione Saputo.
Dal punto di vista tecnico, la perdita di Rowe rappresenterebbe un colpo durissimo per il nuovo allenatore Domenico Tedesco. Il tecnico italo-tedesco considera l'inglese un elemento imprescindibile del suo scacchiere tattico, capace di garantire quella superiorità numerica fondamentale nel calcio moderno grazie alla sua abilità nel dribbling sia nello stretto che in campo aperto. Rowe è arrivato a Bologna solo un anno fa grazie a un'intuizione di Sartori e Di Vaio, che seppero approfittare di una rottura tra il giocatore e l'ambiente del Marsiglia, seguita a un alterco fisico con Rabiot negli spogliatoi. Quella scommessa si è rivelata vincente, trasformando un talento inespresso in un calciatore dal valore di mercato triplicato, ma ora il rischio è che il Bologna debba rinunciare troppo presto al suo trascinatore principale.
L'ambiente bolognese è attualmente in fermento, con una tifoseria che si sente tradita dopo aver risposto con estremo entusiasmo alla campagna abbonamenti estiva. Molti sostenitori avevano dato fiducia al progetto tecnico sperando di vedere i propri campioni difendere i colori rossoblù anche nella prossima stagione, ma si ritrovano ora a vederli partire uno dopo l'altro verso lidi più prestigiosi o economicamente più solidi. Questo scenario sembra confermare i timori espressi indirettamente da Vincenzo Italiano al momento del suo addio, quando era emersa la percezione che la proprietà non avesse intenzione di reinvestire massicciamente per consolidare il Bologna ai vertici del calcio italiano. Senza l'apporto di Rowe, la squadra perderebbe non solo gol e assist pesanti, ma anche quell'imprevedibilità offensiva che l'aveva resa una delle sorprese più belle dell'ultimo campionato.



















