Matheus Cunha ha ampiamente dimostrato il suo valore tecnico al Manchester United, giustificando l'importante investimento economico sostenuto per strapparlo al Wolverhampton e portarlo a Old Trafford. Con un bottino di 10 reti e 4 passaggi vincenti nella sua stagione d'esordio, l'attaccante brasiliano ha convinto critica e tifosi grazie a una visione di gioco raffinata e a un'intelligenza tattica superiore alla media. Tuttavia, proprio le sue doti migliori hanno involontariamente messo in luce un limite strutturale nella rosa gestita da Michael Carrick: la cronica mancanza di accelerazione pura nelle fasi di transizione offensiva. Nonostante la sua capacità di cucire il gioco tra le linee, Cunha non possiede quella velocità esplosiva necessaria per seminare i difensori avversari sulle lunghe distanze, un difetto che ha spesso frenato le ripartenze dei Red Devils durante lo scorso campionato.
La configurazione offensiva attuale, che ha visto Cunha agire prevalentemente sulla fascia sinistra all'interno di un tridente completato da Benjamin Sesko e Bryan Mbeumo, ha mostrato spunti interessanti ma appare tatticamente sbilanciata. La carenza di rapidità sulle corsie esterne rende la manovra dello United prevedibile, specialmente quando si trova ad affrontare difese avversarie molto chiuse e compatte che richiedono strappi atletici per essere scardinate. Carrick è consapevole che per competere ai massimi livelli della Premier League e tornare a sollevare trofei prestigiosi serve una dimensione atletica diversa, capace di allungare le squadre avversarie e sfruttare ogni minimo spazio in contropiede. In questo nuovo scenario tattico, la posizione di titolare inamovibile del fantasista brasiliano non sembra più così garantita come in passato.
Una delle soluzioni più immediate a questo problema tattico arriva inaspettatamente dal mercato, o meglio, da un'operazione in uscita che non si è concretizzata. Marcus Rashford, che sembrava ormai destinato a un futuro permanente al Barcellona, è rimasto a Manchester dopo che il club catalano ha deciso di virare drasticamente su Anthony Gordon, investendo circa 80 milioni di euro per l'esterno inglese. Il ritorno a pieno regime di Rashford offre a Carrick un profilo che era mancato quasi totalmente nella scorsa stagione: un attaccante capace di puntare l'uomo con dribbling diretti e una progressione fulminea. Rashford rappresenta di fatto un nuovo acquisto per l'allenatore, che non ha potuto lavorare con lui con continuità, e la sua permanenza sposta inevitabilmente gli equilibri della competizione interna nel reparto avanzato.
Ad aumentare ulteriormente la pressione su Cunha c'è l'innesto del giovanissimo Tynan Thompson, un talento emergente acquistato proprio per la sua straordinaria capacità di bruciare l'erba in velocità. Il sedicenne porta con sé quella freschezza atletica e quella rapidità d'esecuzione che lo United ha faticato a trovare negli ultimi mesi, offrendo una variante tattica fondamentale per i finali di partita o per i match ad alta intensità. Con Rashford e Thompson pronti a contendersi lo spazio sulle fasce, la filosofia di gioco di Carrick potrebbe evolvere verso un calcio molto più verticale e aggressivo. Per Cunha, questo significa dover adattare il proprio stile di gioco o rischiare di scivolare nelle gerarchie, poiché la ricerca della profondità è diventata la priorità assoluta dello staff tecnico.
Il Manchester United si trova dunque a un bivio fondamentale per le proprie ambizioni di vertice in Inghilterra e in Europa. Mentre il club continua a monitorare altre situazioni di mercato, come le indiscrezioni su un possibile inserimento per Danny Welbeck o le manovre tattiche studiate da Ruben Amorim, la gestione del reparto offensivo resta il nodo centrale della programmazione sportiva. La sfida per Michael Carrick sarà quella di riuscire a integrare la qualità tecnica e la visione di gioco di Cunha con l'esplosività dei nuovi arrivati, cercando un equilibrio che permetta ai Red Devils di essere imprevedibili in ogni fase del match. La competizione interna sarà feroce, ma è proprio questo l'ingrediente che potrebbe riportare il club ai fasti di un tempo, trasformando una lacuna evidente in un punto di forza devastante per la prossima stagione.



















