L'era di Andoni Iraola sulla panchina del Liverpool è iniziata da poche settimane, ma il tecnico spagnolo può già vantare un traguardo statistico che è sfuggito a illustri predecessori come Jurgen Klopp e Arne Slot. Nonostante la sua gestione sia ancora nelle fasi embrionali, Iraola si ritrova a gestire una rosa con una profondità di talento internazionale senza precedenti recenti per il club del Merseyside. Questo particolare primato non riguarda solo il valore tecnico dei singoli, ma il prestigio dei trofei internazionali sollevati dai suoi calciatori, un elemento che aggiunge un'aura di invincibilità e carisma allo spogliatoio dei Reds in vista della prossima stagione di Premier League, dove la pressione per tornare a vincere è già altissima.
Il fulcro di questa curiosità statistica risiede nella presenza contemporanea di due campioni del mondo in carica all'interno della squadra. Il primo è Alexis Mac Allister, perno del centrocampo che ha trionfato con l'Argentina nel 2022, sebbene all'epoca della finale contro la Francia fosse ancora un tesserato del Brighton. A lui si è aggiunto il nuovo acquisto Victor Munoz, fresco reduce dalla vittoriosa spedizione della Spagna nell'ultimo Mondiale. Nonostante l'ex ala dell'Osasuna non sia sceso in campo durante il torneo a causa di alcuni problemi fisici che ne hanno limitato l'impiego, la sua medaglia d'oro lo inserisce di diritto in questa ristretta cerchia di campioni, regalando a Iraola un'opzione offensiva di caratura mondiale e un'esperienza internazionale preziosa.
Per ritrovare una situazione simile nella storia del Liverpool nell'era della Premier League, bisogna tornare indietro di oltre un decennio, precisamente al 2010. In quell'occasione, il club poteva contare su Pepe Reina e Fernando Torres, entrambi reduci dal successo della Spagna in Sudafrica. Tuttavia, la situazione attuale presenta una novità assoluta: è la prima volta in assoluto che i Reds hanno in rosa due campioni del mondo provenienti da nazioni diverse nello stesso momento. Questo incrocio tra la scuola argentina e quella spagnola rappresenta un unicum storico per la società di Anfield, sottolineando l'internazionalità e l'ambizione del nuovo progetto tecnico guidato dall'ex allenatore del Bournemouth, che punta a riportare il club ai vertici del calcio europeo.
L'innesto di Munoz non è solo un fatto statistico, ma una mossa strategica per rinforzare le corsie esterne del Liverpool, orfane di alcune certezze del passato e bisognose di nuova linfa creativa. Iraola, noto per il suo calcio propositivo e ad alta intensità, vede nel connazionale il profilo ideale per scardinare le difese avversarie, integrandolo con la visione di gioco e la grinta di Mac Allister. La sfida per il tecnico sarà quella di amalgamare questi talenti in un sistema che deve necessariamente competere per il titolo, cercando di colmare il divario con il Manchester City e l'Arsenal. Avere due giocatori che sanno cosa significhi vincere la competizione più importante del pianeta potrebbe rivelarsi il fattore decisivo nei momenti di massima pressione della stagione, portando quella mentalità vincente che è stata il marchio di fabbrica degli anni migliori di Klopp.



















