La tempesta giudiziaria che ha scosso il mondo arbitrale italiano negli ultimi mesi sembra destinata a concludersi con un nulla di fatto. La Procura ha infatti presentato istanza di archiviazione al Giudice per le Indagini Preliminari, Giulia Marozzi, per la posizione di Gianluca Rocchi, ex designatore di Serie A e Serie B. Le indagini, che inizialmente ipotizzavano scenari inquietanti di pressioni indebite e presunte manipolazioni per favorire l'Inter, non hanno trovato riscontri concreti. Al contrario, l'analisi approfondita delle conversazioni telefoniche ha delineato un quadro di assoluta normalità gestionale, trasformando quello che era stato definito un potenziale scandalo di proporzioni bibliche in una serie di scambi di opinioni privi di rilevanza penale o sportiva.
Uno dei punti focali dell'inchiesta riguardava la gestione della rubrica televisiva dedicata alla trasparenza arbitrale e, nello specifico, la mancata trasmissione di un filmato relativo a un contatto sospetto su Bisseck durante la sfida tra Inter e Roma. Dalle intercettazioni tra Rocchi e Riccardo Pinzani, all'epoca responsabile dei rapporti con le società, emerge come il club nerazzurro avesse manifestato il proprio disappunto per l'omissione di tale episodio. Rocchi, con il suo consueto stile diretto, aveva commentato l'insistenza dei dirigenti milanesi lamentando le continue lamentele ricevute. Tuttavia, le testimonianze raccolte hanno chiarito che il coinvolgimento dell'avvocato Viglione, capo dell'ufficio legislativo della Federcalcio, era limitato esclusivamente a un parere legale favorevole alla pubblicazione del video, senza alcun tentativo di influenzare le scelte tecniche o arbitrali sul campo.
Un altro episodio analizzato dagli inquirenti riguardava la figura dell'arbitro Daniele Doveri e la sua direzione di gara in occasione di un match tra Parma e Inter. Secondo le ipotesi iniziali dell'accusa, il fischietto romano sarebbe stato considerato un profilo sgradito al club milanese, ma le intercettazioni hanno smentito categoricamente questa ricostruzione. In una telefonata, Rocchi riferiva di aver parlato con Viglione, il quale, pur non nascondendo la sua simpatia sportiva per i colori nerazzurri, si era complimentato per l'ottimo arbitraggio di Doveri. Questo dettaglio, unito al fatto che Rocchi abbia designato nuovamente il medesimo arbitro per le partite dell'Inter nelle settimane successive, dimostra l'assenza di qualsiasi condizionamento esterno e la piena autonomia decisionale del designatore nel tutelare l'integrità della competizione.
La richiesta di archiviazione rappresenta un sospiro di sollievo non solo per Rocchi, ma per l'intero sistema calcio italiano, che negli ultimi anni ha cercato faticosamente di aumentare la trasparenza attraverso la condivisione dei dialoghi tra arbitri e sala VAR. La vicenda sottolinea l'importanza di distinguere tra le normali dinamiche di confronto tra club e istituzioni e i tentativi di alterazione dei risultati, che in questo caso sono stati totalmente esclusi dagli inquirenti. La Federcalcio, guidata da Gabriele Gravina, esce rafforzata da questa conclusione, vedendo confermata la correttezza dei propri organi legali e tecnici. Resta però aperta la riflessione sulla sovraesposizione mediatica degli arbitri, un tema che continuerà a far discutere nelle prossime assemblee federali e nelle sedi dell'Associazione Italiana Arbitri.



















