La tensione tra Joan Laporta e Xavi non accenna a diminuire. Il presidente del Barcelona è tornato a difendere la scelta di sollevare l'ex centrocampista dall'incarico di allenatore, replicando duramente alle recenti accuse mosse dal tecnico spagnolo. Secondo Laporta, la decisione è stata corretta, come dimostra il rendimento attuale della squadra sotto la guida di Hansi Flick.

Durante una diretta su Sport, il massimo dirigente blaugrana ha evidenziato come gli stessi calciatori che faticavano sotto Xavi ora ottengono risultati vincenti: "I giocatori che perdevano con Xavi adesso vincono con Flick. È stata una scelta difficile ma necessaria". Laporta ha sottolineato che l'ex tecnico era diventato complacente e non riusciva a gestire adeguatamente la sfera professionale e personale, lamentandosi costantemente della rosa e degli arbitri.

Le dichiarazioni di Laporta arrivano in risposta agli attacchi di Xavi della scorsa settimana, quando il 46enne aveva accusato il presidente di avergli promesso continuità al progetto e di non aver mantenuto la parola. In particolare, Xavi aveva ricordato le promesse ricevute quando è stato ingaggiato nel novembre 2021: affermazioni del tipo "Non riesco a immaginare la squadra senza di te" e "Non riesco a immaginare il nuovo Camp Nou senza te come allenatore". Nonostante questi impegni, Xavi è stato esonerato nel 2024, poco dopo aver conquistato il titolo della Liga nel 2023.

Laporta ha anche respinto le critiche relative al mancato arrivo di Lionel Messi dopo la vittoria del Mondiale nel 2022, sottolineando come Xavi fosse spesso insoddisfatto della qualità della rosa e poco fiducioso nei confronti del futuro competitivo della squadra. Secondo il presidente, l'ex allenatore aveva persino dichiarato che il Barcelona non sarebbe stato competitivo contro il Real Madrid e in Europa nei due anni successivi, affermazioni che Xavi avrebbe poi smentito sostenendo di essere stato frainteso.

Lo scontro verbale tra i due rappresenta uno dei momenti più tesi della gestione Laporta e segna un capitolo importante nella storia recente del club blaugrana, diviso tra chi sostiene la necessità del cambio tecnico e chi critica come sia stato gestito il divorzio.