La Real Sociedad si ritrova a fare i conti con un acquisto invernale che, per il momento, rappresenta più un'incognita che una soluzione. Wesley, l'esterno offensivo brasiliano prelevato dal club txuriurdin durante il mercato di gennaio, sta per toccare la soglia del mese intero senza calcare il terreno di gioco.

L'ultimo impiego risale al 14 febbraio, quando il tecnico Pellegrino Matarazzo lo mandò in campo da titolare nella trasferta del Bernabéu contro il Real Madrid, richiamandolo in panchina già al termine del primo tempo dopo una prestazione insufficiente. Da allora, il brasiliano non ha ricevuto nemmeno un minuto nei quattro successivi impegni di campionato, inclusa la recente sconfitta contro l'Atlético Madrid.

L'arrivo di Wesley il 31 gennaio era stato presentato come un rinforzo strategico per compensare l'assenza di Kubo. Il direttore sportivo Erik Bretos aveva espresso fiducia dichiarando: "Consideravamo Wesley la migliore opzione per occupare la fascia esterna, una posizione dove sentivamo il bisogno maggiore. È un giovane di grande potenziale, nel mirino di molti big europei. Dopo un lungo viaggio è normale non sia al cento per cento, ma sono convinto che ci aiuterà velocemente". Parole che non hanno trovato riscontro nella realtà dei fatti.

I numeri sono impietosi: in poco meno di due mesi dalla firma, Wesley ha accumulato solo 59 minuti di gioco su 900 totali messi in campo dalla Real dalla sua incorporazione. Una percentuale del 6,5% che evidenzia il fallimento, almeno finora, dell'investimento economico. Il club detiene un'opzione di riscatto fissata a 12 milioni di euro, ma dovrà osservare progressi significativi prima di decidere se esercitarla.

Rimangono al brasiliano undici giornate di campionato e la finale di Coppa del Re per dimostrare il valore che le sue precedenti squadre avevano messo in evidenza. In caso contrario, la Real potrebbe decidere di non far scattare il riscatto, trasformando questa operazione in uno dei più evidenti flop della sessione invernale del calcio spagnolo.