L'avventura di Ben Godfrey con la maglia dell'Atalanta sembra essere giunta ai titoli di coda in modo definitivo e senza appello. Il difensore centrale inglese, arrivato a Bergamo con grandi aspettative durante la sessione estiva di mercato del 2024, è ormai a un passo dal trasferimento ai Glasgow Rangers. Secondo le ultime indiscrezioni raccolte da Sky Sport Italia e confermate dalla stampa scozzese, l'operazione dovrebbe concludersi sulla base di un prestito con diritto di riscatto a favore del club di Ibrox. Questa mossa permetterebbe alla Dea di alleggerire la rosa e al calciatore di cercare quel minutaggio che in Italia gli è stato totalmente negato sotto la gestione tecnica di Gian Piero Gasperini, che non lo ha mai visto come un elemento funzionale al suo scacchiere tattico.

L'investimento effettuato dalla famiglia Percassi per strappare il giocatore all'Everton era stato tutt'altro che trascurabile, con una cifra che si aggirava intorno ai 12,5 milioni di euro versati nelle casse del club di Liverpool. Tuttavia, l'impatto di Godfrey nel campionato di Serie A è stato praticamente nullo, trasformandosi in uno dei rari errori di valutazione dello scouting orobico degli ultimi anni. Le statistiche parlano chiaro e sono impietose: il difensore ha collezionato appena cinque presenze ufficiali in maglia nerazzurra, per un totale complessivo di soli 93 minuti trascorsi sul terreno di gioco. Una parentesi brevissima che non ha mai permesso al calciatore di entrare nelle rotazioni dei titolari, finendo costantemente ai margini del progetto tecnico bergamasco nonostante l'esborso economico iniziale.

La parabola discendente di Godfrey è sorprendente se si considera che, solo nel 2021, il difensore vantava due presenze con la nazionale maggiore dell'Inghilterra, venendo considerato uno dei prospetti più interessanti del calcio britannico. Prima di approdare in Italia, il centrale aveva vissuto diverse esperienze formative tra le fila di Ipswich Town e Sheffield United, oltre a un recente periodo di sei mesi trascorso in Danimarca con il Brondby. Purtroppo, la sua crescita è stata pesantemente condizionata da una serie di infortuni molto gravi che ne hanno minato la continuità fisica negli ultimi anni. Nel 2022, infatti, Godfrey ha dovuto affrontare sia la rottura dei legamenti del ginocchio che una dolorosa frattura alla gamba, incidenti che sembrano aver tolto quella brillantezza atletica necessaria per eccellere in un campionato tatticamente esigente come quello italiano.

Il passaggio ai Rangers rappresenta per il classe 1998 l'ultima chiamata per rilanciare una carriera che rischia di arenarsi prematuramente dopo le difficoltà vissute in Serie A. Il club scozzese, storicamente alla ricerca di profili fisici e d'esperienza internazionale per competere sia a livello nazionale che nelle coppe europee, vede in lui il rinforzo ideale per blindare la retroguardia in vista della seconda parte di stagione. Per l'Atalanta, invece, la cessione si inserisce in una strategia di ottimizzazione delle risorse, volta a correggere un acquisto oneroso che non ha portato i frutti sperati. Se i Rangers dovessero decidere di esercitare il diritto di riscatto al termine della stagione, la società bergamasca potrebbe recuperare almeno una parte dell'investimento, chiudendo definitivamente un capitolo sfortunato della propria storia recente sul mercato.

Analizzando il contesto tattico, è evidente come Godfrey non sia mai riuscito ad adattarsi ai rigidi schemi difensivi a tre di Gasperini, che richiedono una lettura del gioco e una capacità di anticipo molto specifiche. La concorrenza interna, con interpreti ormai consolidati e perfettamente integrati nei meccanismi della Dea, ha reso la scalata alle gerarchie un'impresa impossibile per l'ex Everton. Ora la palla passa al campionato scozzese, dove il ritmo frenetico e la fisicità dei duelli potrebbero favorire le caratteristiche naturali del difensore inglese. Resta da vedere se il fisico reggerà l'urto di una nuova sfida professionale, permettendogli di ritrovare quella fiducia smarrita tra le panchine del Gewiss Stadium e i campi d'allenamento di Zingonia, lontano dalle pressioni del calcio italiano.