La giornata odierna segna una svolta epocale per il calcio reggino e per gli equilibri della politica sportiva italiana. Claudio Lotito, attuale proprietario della Lazio, ha formalizzato l'acquisizione della Reggina attraverso un incontro decisivo avvenuto a Roma presso uno studio notarile nel pomeriggio. L'accordo con Virgilio Ballarino, ormai ex proprietario del club amaranto, si è concluso sulla base di un esborso immediato di 1,5 milioni di euro per il passaggio delle quote. Questa operazione mette fine a un lungo periodo di incertezza societaria che aveva visto la piazza calabrese sprofondare nei dilettanti dopo anni di turbolenze finanziarie, tre cambi di proprietà e ben due fallimenti. Per Ballarino, la cessione rappresenta l'uscita di scena definitiva da una realtà che lo ha visto spesso al centro di aspre contestazioni, permettendogli di lasciare la società in mani considerate solide e istituzionalmente forti.
Il piano industriale di Lotito per il rilancio della compagine calabrese appare estremamente aggressivo e mirato a un ritorno immediato nel calcio professionistico. Oltre alla cifra versata per l'acquisto, il numero uno biancoceleste è pronto a iniettare nelle casse del club circa 2,5 milioni di euro per allestire una rosa competitiva capace di dominare il prossimo campionato di Serie D. È interessante notare come l'offerta di Lotito sia stata preferita a quella presentata dall'imprenditore italo-americano Matt Rizzetta, che sulla carta sembrava superiore ai due milioni di euro. La scelta di Ballarino ha dunque privilegiato la solidità del progetto tecnico e l'esperienza gestionale del senatore, nonostante il malumore di una parte della tifoseria laziale che avrebbe preferito vedere tali risorse economiche concentrate esclusivamente sul mercato della prima squadra capitolina.
Per quanto riguarda l'assetto dirigenziale, Lotito sembra intenzionato a seguire un modello gestionale già collaudato in passato, pur con le dovute accortezze per evitare conflitti d'interesse. A differenza dell'esperienza con la Salernitana, dove il figlio Enrico figurava come comproprietario insieme a Marco Mezzaroma, in questo caso l'acquisizione avviene tramite una società direttamente riconducibile al patron laziale. Claudio Lotito non assumerà la carica di presidente in prima persona, valutando invece la nomina di un amministratore unico, figura già utilizzata durante la scalata del club campano. Tra i nomi più accreditati per il ruolo di direttore sportivo spicca quello di Carlo Susini, professionista che ha già collaborato con Lotito tra il 2012 e il 2014, dimostrando di saper gestire con polso fermo piazze passionali e ambiziose.
Sul fronte tecnico, la nuova proprietà dovrà affrontare una vera e propria ricostruzione totale, dato che l'attuale organico è ridotto ai minimi termini. Al momento, la Reggina conta soltanto dieci calciatori sotto contratto, mentre ben venti elementi, inclusi i veterani Antonino Ragusa e Nino Barillà, vedranno il proprio legame scadere il prossimo 30 giugno. Anche la posizione dell'allenatore Alfio Torrisi appare fortemente in bilico: nonostante una scrittura privata per un eventuale rinnovo fino al 2027 con la precedente gestione, la decisione finale spetterà al nuovo direttore sportivo. La città di Reggio Calabria, rappresentata dal sindaco Francesco Cannizzaro, segue con estrema attenzione questi sviluppi, auspicando che l'avvento di una figura di tale peso politico e sportivo possa finalmente garantire la stabilità necessaria per abbandonare i campi polverosi della quarta serie.