Una serata che rimarrà scolpita per sempre negli annali del calcio egiziano quella vissuta a Vancouver, in Canada. I Faraoni hanno centrato la loro prima, storica vittoria in una fase finale della Coppa del Mondo, superando in rimonta la Nuova Zelanda con un netto 3-1. Nonostante un inizio di gara estremamente difficile, segnato dal vantaggio dei neozelandesi firmato da Finn Surman nel primo tempo, la selezione nordafricana ha mostrato un carattere d'acciaio nella ripresa. Sotto la guida carismatica e passionale di Hossam Hassan, la squadra ha saputo reagire con veemenza, ribaltando un risultato che sembrava stregato e regalando una gioia immensa a milioni di tifosi che hanno seguito l'impresa da ogni angolo del pianeta.

Il protagonista assoluto della riscossa è stato Ziko, autore del gol del pareggio poco prima dell'ora di gioco, ma è stata l'intesa tra lui e Mohamed Salah a fare la reale differenza in campo. La stella del Liverpool, pur essendo al centro di numerose voci di mercato che lo vedono lontano dalla Premier League, ha dimostrato ancora una volta il suo valore assoluto, propiziando la rete del sorpasso con una giocata di classe superiore. Con questa prestazione, Salah si è portato a una sola lunghezza dal record storico di reti in nazionale detenuto proprio dal suo attuale allenatore, Hossam Hassan, fermo a quota 69 gol. A chiudere definitivamente i conti ci ha pensato Trezeguet, che con un colpo di testa preciso nel finale ha messo il sigillo su un successo che proietta l'Egitto in una nuova dimensione internazionale, rompendo un tabù che durava da decenni.

Al fischio finale, le scene di giubilo sul prato dello stadio canadese sono state travolgenti, con l'intera panchina che si è riversata in campo per abbracciare i protagonisti. Il commissario tecnico Hossam Hassan, visibilmente scosso dall'emozione, ha attraversato la linea laterale sventolando con orgoglio la bandiera egiziana prima di scoppiare in un pianto liberatorio durante le interviste di rito a bordo campo. "Sono immensamente felice per questa vittoria e voglio ringraziare tutto il popolo egiziano per il sostegno ricevuto in questi mesi difficili," ha dichiarato il tecnico cinquantanovenne con gli occhi lucidi. "Dedico questo trionfo a ogni singolo egiziano, uomo o donna che sia. I miei sentimenti in questo momento sono identici a quelli dei milioni di connazionali che stanno festeggiando; siamo riusciti a realizzare un sogno collettivo grazie a uno sforzo straordinario, specialmente dopo un primo tempo chiuso in svantaggio che avrebbe potuto abbatterci."

Oltre alla commozione, Hassan non ha risparmiato una punta di polemica rivolta indirettamente ad alcuni strateghi che hanno avuto Mohamed Salah a disposizione in passato, suggerendo una cattiva gestione del talento del fuoriclasse. Il CT ha sottolineato come la prestazione del numero 10 sia la risposta migliore a chi dubitava della sua centralità nel progetto tecnico, proprio mentre il giocatore si appresta a diventare ufficialmente un parametro zero sul mercato. "Abbiamo avuto successo nel match perché abbiamo messo in campo un impegno totale, migliorando drasticamente la nostra prestazione nel secondo tempo," ha aggiunto Hassan, elogiando tutto lo staff tecnico e amministrativo per il lavoro svolto dietro le quinte. Questa vittoria non solo regala tre punti fondamentali nel girone, ma ristabilisce gerarchie chiare all'interno dello spogliatoio, confermando che l'Egitto può finalmente competere ai massimi livelli mondiali sotto una guida che mette il cuore davanti a ogni tatticismo.