La Roma di Gian Piero Gasperini si appresta a vivere una trasformazione radicale, mirata a ricostruire un reparto offensivo che ha mostrato diverse lacune nell'ultima annata sportiva. Il tecnico di Grugliasco ha tracciato una linea netta e senza compromessi: la squadra deve riflettere la ferocia, il dinamismo e la pressione costante che hanno caratterizzato i suoi successi storici a Bergamo. In questo nuovo scacchiere tattico, i punti fermi sono pochissimi e accuratamente selezionati. Donny Malen è considerato un pilastro intoccabile del nuovo progetto, così come Paulo Dybala, per il quale la dirigenza sta lavorando intensamente al rinnovo del contratto per farne ancora il faro tecnico della capitale. Anche il capitano Lorenzo Pellegrini manterrà un ruolo centrale, sebbene dovrà adattarsi a compiti più marcatamente offensivi richiesti dal nuovo allenatore per incidere maggiormente negli ultimi trenta metri.

Per fare spazio ai nuovi innesti e rivoluzionare la fisionomia della rosa, il direttore sportivo Tony D’Amico sta gestendo una lista di partenze estremamente lunga e significativa. La società ha già comunicato ufficialmente che non eserciterà i riscatti di Lewis Ferguson e Bryan Zaragoza, i quali faranno dunque ritorno ai rispettivi club di appartenenza dopo parentesi poco incisive. Stephan El Shaarawy ha concluso la sua lunga esperienza in giallorosso alla scadenza naturale del contratto, mentre Tommaso Baldanzi è stato già ceduto a titolo definitivo al Genoa per cercare maggiore spazio. Anche il futuro di Artem Dovbyk sembra ormai lontano da Trigoria, con la dirigenza impegnata a trovare una sistemazione in prestito, possibilmente con obbligo di riscatto, per alleggerire il monte ingaggi e liberare un posto al centro dell'attacco. Per i giovani talenti come Venturino e Robinio Vaz si prospettano invece soluzioni temporanee in prestito per permettere loro di maturare esperienza altrove.

Un capitolo a parte merita la situazione di Matías Soulé, il cui destino è strettamente legato alle stringenti esigenze di bilancio del club capitolino. Entro la scadenza del 30 giugno, la Roma deve infatti far fronte agli impegni presi con la UEFA nell'ambito del cosiddetto accordo di transizione finanziaria, e la cessione del talento argentino rappresenterebbe la plusvalenza ideale per sistemare i conti senza intaccare i titolarissimi. Il sacrificio di Soulé non sarebbe solo una mossa contabile necessaria, ma fornirebbe a D’Amico il tesoretto indispensabile per sferrare l'attacco decisivo ai grandi obiettivi internazionali. La strategia della proprietà Friedkin è chiara: snellire l'organico eliminando gli esuberi e generare liquidità immediata per poi reinvestire massicciamente in profili che si sposino perfettamente con il calcio aggressivo e verticale di Gasperini.

Il grande sogno per completare il reparto offensivo porta il nome di Mason Greenwood, attualmente in forza al Marsiglia. La Roma sta preparando una proposta economica imponente, superiore ai 40 milioni di euro, studiando una formula di pagamento dilazionata in più anni per rendere l'operazione sostenibile e compatibile con i parametri federali. L'esterno inglese è considerato il profilo perfetto per garantire quel salto di qualità necessario per competere ai vertici della Serie A e tornare stabilmente in Champions League. Ma il lavoro di D’Amico non si ferma qui: per la trequarti si seguono con estrema attenzione anche Nikola Vlasic, oltre ai giovani talenti Alajbegovic e Nusa, quest'ultimo particolarmente apprezzato per la sua capacità di saltare l'uomo sulla corsia mancina. L'obiettivo finale è consegnare a Gasperini una batteria di attaccanti e trequartisti capaci di creare superiorità numerica costante, trasformando la Roma in una vera macchina da gol.