Roy Keane, l'ex iconico capitano del Manchester United e oggi stimato commentatore televisivo, è tornato a far parlare di sé con le sue consuete dichiarazioni al vetriolo. Durante l'ultima puntata del podcast "The Overlap", il cinquantaquattrenne irlandese ha messo nel mirino il comportamento delle mogli e delle fidanzate dei calciatori della nazionale inglese, impegnate a seguire i propri partner durante i Mondiali del 2026. Keane ha espresso un forte disappunto per l'abitudine, sempre più diffusa tra le compagne degli atleti, di indossare le maglie ufficiali della nazionale con il cognome del proprio compagno stampato in bella vista sulla schiena, un gesto che l'ex centrocampista considera eccessivo e fuori luogo nel contesto di una competizione così prestigiosa.
Entrando nel dettaglio delle sue critiche, Keane ha sottolineato come questa pratica sembri più un esercizio di esibizionismo che un reale sostegno sportivo. "Per i bambini va bene, ma vedere tutte queste mogli e compagne con le maglie personalizzate... onestamente, è incredibile", ha dichiarato l'opinionista con il suo tipico tono sarcastico. L'affondo più duro è arrivato quando Keane ha messo in dubbio la stabilità di queste relazioni, aggiungendo una nota di cinismo che ha gelato lo studio: "Molte di queste donne, tra un anno, saranno già separate. Eppure oggi sono tutte lì a scattarsi fotografie, mettendosi in posa e indicando con il dito il nome di Jimmy o Johnny sulla loro schiena, quasi a voler marcare il territorio o attirare l'attenzione dei social media".
Non tutti i presenti in studio hanno però condiviso la visione severa dell'ex bandiera dei Red Devils. Ian Wright, ex leggenda dell'Arsenal e compagno di analisi di Keane, ha provato a difendere le famiglie dei calciatori, offrendo una prospettiva più empatica e legata all'orgoglio personale. Wright ha infatti ribattuto con fermezza: "Il marito di quella donna sta giocando una competizione mondiale, lei è orgogliosa di lui e vuole semplicemente indossare la sua maglia per dimostrargli vicinanza". Tuttavia, Keane non ha arretrato di un millimetro, rilanciando con un paragone legato al calcio di club: "Non fanno mica una cosa del genere ogni settimana a Old Trafford o ad Anfield, vero? Quindi perché devono farlo proprio ora, durante la Coppa del Mondo? Sembra che l'evento trasformi tutto in uno spettacolo circense".
Questa polemica si inserisce in un contesto di altissima tensione per la nazionale inglese, attualmente guidata da Thomas Tuchel. Il tecnico tedesco ha portato una nuova disciplina tattica che ha permesso ai "Tre Leoni" di dominare avversari di alto livello come la Croazia, ma l'ambiente che circonda la squadra rimane costantemente sotto la lente d'ingrandimento dei media britannici. Storicamente, la presenza delle cosiddette compagne dei calciatori è stata spesso indicata come una possibile fonte di distrazione durante i grandi tornei internazionali, e le parole di Keane riaccendono un dibattito mai sopito sulla necessità di mantenere un profilo basso per favorire la concentrazione del gruppo squadra verso l'obiettivo finale.
Mentre i tifosi della Scozia si godono il loro ritorno alla vittoria in un Mondiale dopo trentasei anni e gli Stati Uniti travolgono i propri avversari, l'Inghilterra si ritrova ancora una volta a gestire le cronache extra-calcistiche. La critica di Keane non riguarda solo un dettaglio estetico o una scelta di abbigliamento, ma colpisce direttamente la cultura della celebrità che circonda il calcio moderno. In un'edizione della Coppa del Mondo caratterizzata da grandi sorprese e da un livello di competitività estremo, l'ex capitano del Manchester United chiede un ritorno alla sobrietà, suggerendo che il successo sul campo passi anche attraverso la gestione dell'immagine pubblica di chi sta vicino ai protagonisti del rettangolo verde.