A Monterrey è andata in scena una pagina storica del calcio mondiale che resterà impressa a lungo nella memoria degli appassionati. La sfida tra Giappone e Tunisia non è stata solo un confronto tecnico sul rettangolo verde, ma ha rappresentato ufficialmente la millesima partita disputata nella storia della Coppa del Mondo. Sugli spalti l'atmosfera era quella delle grandi occasioni, nobilitata dalla presenza del presidente della FIFA Gianni Infantino e della principessa Hisako del Giappone. I tifosi nipponici, estasiati dalla qualità del gioco espresso, hanno subito evocato i fasti del celebre cartone animato Holly e Benji, vedendo nei propri beniamini quella determinazione e quel talento che hanno reso leggendaria la serie animata in tutto il pianeta.

Il verdetto del campo è stato inappellabile sin dai primi minuti di gioco, con una supremazia territoriale schiacciante da parte degli uomini di Moriyasu. Dopo appena cinque giri di orologio, Nakamura ha seminato il panico sulla fascia laterale, servendo un pallone d'oro al centro dell'area per Daichi Kamada; l'ex trequartista della Lazio ha approfittato di un rimpallo fortunato per siglare il vantaggio immediato. La Tunisia, guidata per la prima volta in panchina da Renard dopo il recente esonero di Lamouchi, è apparsa totalmente incapace di reagire alla velocità di esecuzione dei nipponici. Al trentesimo minuto è arrivato il raddoppio firmato da Ueda, abile a trafiggere il portiere avversario con una conclusione precisa che è passata sotto le gambe di un difensore, certificando un dominio tecnico e atletico senza precedenti.

Nella ripresa il copione tattico non ha subito variazioni, con il Giappone che ha continuato a gestire il ritmo della gara con una maturità impressionante. Al settantesimo minuto, una splendida combinazione orchestrata ancora da un ispiratissimo Kamada ha permesso a Junya Ito di inserirsi con i tempi giusti e siglare la terza rete, sfruttando l'immobilità della retroguardia africana che è apparsa rassegnata al proprio destino. La differenza tra le due compagini è apparsa evidente non solo nel talento dei singoli, ma soprattutto nella solidità del progetto tecnico: Hajime Moriyasu siede sulla panchina del Sol Levante da ben otto anni, un abisso rispetto al collega tunisino che ha avuto a disposizione solo pochissimi giorni per preparare l'incontro. Questa stabilità ha permesso ai giapponesi di mostrare un calcio fluido, fatto di triangolazioni rapide e un pressing asfissiante.

Il sigillo finale sulla partita è arrivato in pieno recupero, quando Ueda ha completato la sua doppietta personale con un colpo di testa imperioso su assist di Sano, fissando il punteggio sul definitivo 4-0. Si tratta di un risultato che riscrive le statistiche: mai prima d'ora il Giappone aveva segnato quattro reti in una singola partita del Mondiale, stabilendo un nuovo primato per le selezioni asiatiche nella massima competizione internazionale. Con questo successo, la Tunisia viene ufficialmente eliminata dal torneo dopo la precedente pesante sconfitta contro la Svezia. Il Giappone, invece, si proietta verso una sfida decisiva proprio contro gli svedesi per il passaggio del turno. Dopo il pareggio per 2-2 ottenuto all'esordio contro l'Olanda, i ragazzi di Moriyasu hanno ora il destino nelle proprie mani per la conquista del secondo posto nel girone.