Il Chelsea saluta la Champions League con una serata da dimenticare. Nel match di ritorno degli ottavi di finale disputato a Stamford Bridge, la formazione londinese si arrende 3-0 al Paris Saint-Germain, già in vantaggio 5-2 dalla gara d'andata. Un complessivo 8-2 in favore dei francesi che sancisce un'eliminazione tanto netta quanto inevitabile per una squadra che, già prima del fischio d'inizio, aveva poche speranze di rimonta.
La disfatta si è consumata nel giro di appena 14 minuti. Kvicha Kvaratskhelia ha aperto le danze al sesto minuto sfruttando un errore clamoroso della difesa londinese: il difensore Mamadou Sarr non è riuscito a controllare una palla facile, permettendo all'attaccante georgiano di trovarsi libero davanti al portiere. Pura cattiveria agonistica negli ultimi sedici metri, quella che caratterizza i grandi campioni. Otto minuti dopo è arrivato il raddoppio, stavolta firmato da Bradley Barcola, che ha sorpreso il portiere Sanchez con un tiro potente e preciso destinato all'angolino più lontano della porta. A quel punto, l'abdicazione britannica era quasi formalità.
Nella ripresa, il copione non è cambiato di una virgola. Il PSG ha gestito il vantaggio con la saggezza di chi sa di avere già vinto, concedendo qualche occasione ai padroni di casa senza mai rischiare seriamente. È stato Senny Mayulu a siglare il tris definitivo, calando il sipario su una serata che resterà nella memoria dei supporter del Chelsea come una delle più umilianti degli ultimi anni. Un turno di Champions usciti dalla porta principale, senza neanche la dignità di una lotta fino alla fine.
Il merito va ascritto a Luis Enrique e al suo Paris Saint-Germain, che ha confermato ancora una volta di essere la corazzata del calcio europeo. I francesi, detentori del titolo dopo il trionfo della scorsa stagione chiuso con una straripante vittoria 5-0 ai danni dell'Inter nella finale, hanno dimostrato di non soffrire particolarmente dell'etichetta di favoriti. Vincere una doppia sfida per sei gol di scarto non è cosa da tutti, anche considerando il blasone e la storia del Chelsea in Europa.
Pesa moltissimo l'assenza di Reece James, il capitano dei Blues costretto a rimanere in panchina per un problema muscolare. La mancanza della sua esperienza, della sua leadership e della sua qualità tecnica si è sentita eccome in una partita dove serviva proprio quello che il giocatore incarna. Senza il suo apporto difensivo e offensivo, il Chelsea ha avuto ancora meno margini per competere con una macchina da gol come quella parigina, che non ha avuto pietà nei confronti di una compagine inglese tutt'altro che all'altezza della situazione.

















