L'entusiasmo attorno alla nazionale degli Stati Uniti è ai massimi storici dopo la travolgente vittoria per 4-1 contro il Paraguay, un risultato che ha proiettato la squadra di Mauricio Pochettino sotto i riflettori del Mondiale 2026. Kasey Keller, leggendario ex portiere e primatista di reti inviolate con la maglia a stelle e strisce, ha espresso un giudizio estremamente positivo sulla prestazione recente, definendola senza mezzi termini come la migliore nella storia del calcio statunitense. Interpellato sul suo stato d'animo attuale, Keller ha assegnato un voto di "undici" su dieci al gruppo, sottolineando come la qualità del gioco espressa a Seattle abbia superato ogni più rosea aspettativa della vigilia. Tuttavia, nonostante l'euforia collettiva, l'ex estremo difensore ha voluto gettare acqua sul fuoco, invitando l'ambiente alla massima cautela in vista del prossimo impegno decisivo nel Gruppo C.
Il prossimo ostacolo sul cammino americano si chiama Australia, una nazionale che ha già dimostrato di poter ribaltare i pronostici superando per 2-0 la Turchia, considerata da molti la favorita del raggruppamento. Keller ha analizzato con lucidità le caratteristiche dei "Socceroos", descrivendoli come una compagine estremamente solida, capace di chiudersi in difesa e soffrire per lunghi tratti prima di colpire con ripartenze fulminee. "Penso che gli Stati Uniti siano superiori all'Australia, ma abbiamo visto come la Turchia, pur essendo tecnicamente più dotata, sia uscita sconfitta dal confronto diretto", ha dichiarato Keller. Secondo l'opinionista, la capacità degli australiani di sfruttare le doti fisiche e la frustrazione degli avversari rappresenta il pericolo principale per la squadra di Pochettino, che dovrà evitare di concedere spazi letali durante le fasi di possesso palla prolungato.
Il nodo centrale delle preoccupazioni di Keller risiede però nella gestione tecnica di Mauricio Pochettino, che siede sulla panchina statunitense da ormai venti mesi. Nonostante i picchi di eccellenza, l'ex portiere ha evidenziato una cronica mancanza di continuità nei risultati e nelle prestazioni. "Non ho ancora visto questa squadra capace di replicare con costanza le grandi prove sotto la guida di Pochettino", ha ammonito Keller, mettendo in guardia contro il rischio di un calo di tensione dopo il successo contro il Paraguay. L'incostanza è stata il tallone d'Achille del progetto tecnico finora, e affrontare una squadra organizzata come quella australiana richiede una maturità tattica che gli Stati Uniti devono ancora dimostrare di possedere pienamente su base settimanale. La sfida di Seattle sarà dunque un banco di prova fondamentale per capire se la vittoria precedente sia stata un exploit isolato o l'inizio di un nuovo ciclo di stabilità.
Un altro tema caldo riguarda le scelte di formazione, in particolare per quanto concerne il ruolo di portiere, dove Pochettino ha sorpreso tutti affidando la maglia da titolare a Matt Freese del New York City FC. Si tratta di una decisione storica, poiché segna il ritorno di un estremo difensore proveniente dalla Major League Soccer in una competizione così prestigiosa dopo un'intera generazione. Keller, pur non dicendosi sorpreso dalla strategia comunicativa del tecnico argentino, ha sollevato dubbi sulla reale apertura del ballottaggio durante la preparazione. "Se ci fosse stata una vera competizione aperta, Pochettino avrebbe concesso più opportunità a Matt Turner o Jonathan Klinsmann", ha osservato l'ex veterano, suggerendo che la gerarchia fosse già stabilita da tempo. Questa gestione interna, unita alla pressione di giocare in casa, aggiunge un ulteriore livello di complessità a una sfida che deciderà gran parte del destino degli Stati Uniti in questo Mondiale.