L'avventura dell'Inghilterra nella Coppa del Mondo 2026 è iniziata con una vittoria sofferta a Dallas, ma il debutto ufficiale di Thomas Tuchel sulla panchina dei Tre Leoni ha lasciato più interrogativi che certezze tra i tifosi e gli addetti ai lavori. Nonostante il successo finale contro la Croazia nella prima giornata del Gruppo L, la nazionale inglese ha mostrato preoccupanti lacune strutturali che ricordano ben poco la solidità difensiva che permise al tecnico tedesco di trionfare in Champions League con il Chelsea nel 2021. In Texas, la squadra è apparsa vulnerabile e spesso in balia del palleggio avversario, faticando a trovare una quadratura tattica che potesse garantire sicurezza al reparto arretrato e fluidità alla manovra offensiva per gran parte della gara.
Il primo tempo è stato descritto dagli osservatori come un vero e proprio incubo tattico, con i calciatori inglesi incapaci di mantenere le posizioni e costantemente inclini a perdere il possesso del pallone in zone nevralgiche del campo. La Croazia, forte della sua esperienza internazionale e di un centrocampo tecnicamente superiore nella gestione dei ritmi, ha approfittato di ogni sbavatura difensiva dei britannici. I croati sono riusciti a colpire duramente proprio a ridosso dell'intervallo, trovando il gol del secondo pareggio che ha gelato le ambizioni dell'Inghilterra e messo a nudo una fragilità mentale che Tuchel dovrà analizzare con estrema attenzione per evitare passi falsi nei prossimi impegni del torneo iridato.
La tensione all'interno dello spogliatoio è emersa chiaramente dalle parole di Anthony Barry, il vice di Tuchel, che ai microfoni di ITV non ha usato giri di parole per criticare l'atteggiamento della squadra durante la prima frazione di gioco. Barry ha accusato i giocatori di aver approcciato la gara con una "energia nervosa" controproducente, rendendo ogni giocata "confusa e complicata" invece di affidarsi alla semplicità e ai dettami tattici provati durante la preparazione. Secondo il collaboratore tecnico, l'Inghilterra ha fatto esattamente l'opposto di quanto richiesto, permettendo ai croati di dominare il gioco grazie alla loro nota maestria nel palleggio e alla capacità di far valere l'esperienza dei propri veterani nel cuore del campo.
Fortunatamente per la selezione inglese, la ripresa ha visto una reazione d'orgoglio che ha ribaltato l'inerzia della sfida, probabilmente alimentata da un discorso molto duro di Tuchel durante la pausa negli spogliatoi. A togliere le castagne dal fuoco è stato Jude Bellingham, autore di una rete caratterizzata da una "potenza mozzafiato" che ha ridato fiducia a tutto l'ambiente, seguita nel finale dal sigillo definitivo di Marcus Rashford, abile a sfruttare una ripartenza veloce per chiudere i conti. Sebbene i tre punti siano fondamentali per la classifica del girone, la sensazione generale è che questa Inghilterra debba ancora lavorare molto per essere considerata una reale pretendente al titolo mondiale, poiché una prestazione simile contro avversari di calibro superiore potrebbe non portare allo stesso risultato positivo.
Guardando al prosieguo della competizione, il Gruppo L si preannuncia combattuto e l'Inghilterra non può permettersi ulteriori cali di concentrazione se vuole assicurarsi il passaggio del turno come prima della classe. La vittoria di Dallas garantisce un vantaggio psicologico importante, ma le critiche piovute sulla gestione della palla e sulla tenuta del centrocampo obbligheranno lo staff tecnico a rivedere alcune gerarchie interne. Tuchel, noto per la sua meticolosità quasi ossessiva, dovrà trasformare quella tensione negativa in determinazione agonistica, cercando di integrare meglio il talento individuale di stelle come Bellingham e Rashford in un sistema collettivo che, per ora, appare ancora in fase di costruzione e lontano dalla perfezione richiesta in un palcoscenico prestigioso come quello mondiale.