Javier Tebas, presidente della LaLiga spagnola, ha rilasciato dichiarazioni controverse sulla questione della parità salariale tra il calcio maschile e femminile. Durante la presentazione di un rapporto sull'impatto economico dello sport in Spagna, il dirigente ha affermato che raggiungere l'uguaglianza retributiva tra uomini e donne nel settore è "impossibile", usando un paragone con il mondo della moda dove, secondo Tebas, le modelle guadagnano più dei modelli.

Tebas ha partecipato martedì all'evento organizzato dalla Fondazione Ramón Areces e dall'Ivie (Istituto Valenciano di Ricerca Economica), dove è stato presentato uno studio dal titolo "Il valore e l'impatto economico dello sport in Spagna". Il documento rivela numeri impressionanti: il settore sportivo contribuisce per 44,8 miliardi di euro al Pil nazionale, rappresentando il 3,28% del valore aggiunto lordo, e genera 635.757 posti di lavoro diretti e indiretti (3,22% dell'occupazione totale).

Nel corso della presentazione, il numero uno della LaLiga ha sottolineato il ruolo strategico del calcio spagnolo nell'economia del paese. Secondo Tebas, il settore produce un impatto di circa 180mila posti di lavoro tra diretti e indiretti, e rappresenta uno strumento di esportazione fondamentale. I match della LaLiga vengono trasmessi in tutto il mondo, generando ricavi audiovisivi per circa 750 milioni di euro all'anno, a cui si aggiungono entrate da diritti internazionali e sponsorizzazioni per un totale di 1,2 miliardi di euro annui. "Questi guadagni derivano da investimenti minimi", ha evidenziato Tebas, citando i costi di trasmissione come esempio di efficienza economica.

Lo studio conferma che l'industria dello sport in Spagna merita una considerazione superiore rispetto a quella attualmente ricevuta dalle istituzioni pubbliche. Per ogni euro di impatto diretto nel valore aggiunto, il settore genera 1,38 euro di ricadute indirette; per ogni posto di lavoro diretto se ne creano 1,6 di aggiuntivi. I settori che beneficiano maggiormente dall'indotto sportivo sono l'immobiliare, il commercio e l'ospitalità.