Stasera a Houston, il Portogallo inaugura ufficialmente il proprio cammino nel Mondiale 2026 affrontando la Repubblica Democratica del Congo in una sfida che promette di essere storica. Al centro dei riflettori c'è inevitabilmente Cristiano Ronaldo, che si appresta a vivere la sua sesta rassegna iridata consecutiva, un traguardo leggendario che condivide soltanto con il suo eterno rivale Lionel Messi. Tuttavia, per il fuoriclasse di Funchal, questa competizione non rappresenta soltanto l'ultima occasione per colmare l'unico vuoto rimasto nella sua bacheca dei trofei, ma anche la possibilità concreta di riscrivere la storia del calcio mondiale superando un primato che appartiene a una leggenda assoluta del calcio italiano. L'obiettivo dichiarato è quello di alzare al cielo il trofeo più ambito indossando la fascia di capitano, un gesto che lo proietterebbe definitivamente nell'olimpo della longevità sportiva globale.
Il record specifico che Ronaldo intende infrangere è quello detenuto da Dino Zoff, il quale l'11 luglio 1982, nella notte magica di Madrid, sollevò la Coppa del Mondo all'età di 40 anni, 4 mesi e 11 giorni. Se il Portogallo dovesse riuscire nell'impresa di raggiungere la finalissima di New York il prossimo 19 luglio, CR7 avrebbe esattamente 41 anni, 4 mesi e 12 giorni, superando così lo storico portiere azzurro per una sola giornata di vita. Il cinque volte Pallone d'Oro arriva a questo appuntamento con statistiche che rasentano l'incredibile: 143 reti segnate con la maglia della propria nazionale e 141 sigilli messi a segno in Champions League. Inoltre, Ronaldo è già l'unico calciatore nella storia ad aver trovato la via del gol in cinque diverse edizioni dei Mondiali, avendo timbrato il cartellino ininterrottamente dal 2006 al 2022.
La selezione lusitana, attualmente guidata dal tecnico Roberto Martinez, si presenta ai nastri di partenza della competizione come una delle grandi favorite per la vittoria finale, forte anche del recente successo ottenuto in Nations League. Oltre al carisma infinito del proprio capitano, l'allenatore spagnolo può fare affidamento su una rosa estremamente profonda e ricca di talento in ogni reparto. Tra i nomi di spicco figurano Bruno Fernandes, leader indiscusso del Manchester United, e i giovani talenti del Paris Saint-Germain, Vitinha e Joao Neves, reduci da una stagione trionfale in ambito europeo. Resta altissima l'attenzione mediatica anche intorno a Bernardo Silva, il quale, dopo aver concluso il suo ciclo vincente con il Manchester City, sembrerebbe ormai a un passo dal firmare un contratto biennale con il Real Madrid, dove ritroverebbe José Mourinho, aggiungendo ulteriore esperienza internazionale a un gruppo già stellare.
L'ostacolo odierno per i portoghesi è rappresentato dalla Repubblica Democratica del Congo, una nazionale che torna a calcare il palcoscenico mondiale dopo ben cinquantadue anni di assenza. L'unica precedente apparizione dei congolesi risale infatti al 1974, quando sotto la vecchia denominazione di Zaire subirono tre pesanti sconfitte, tra cui un umiliante nove a zero contro la Jugoslavia, chiudendo il torneo senza riuscire a segnare nemmeno una rete. Per il Portogallo, che vanta come miglior piazzamento storico il terzo posto ottenuto nel 1966 grazie alle prodezze di Eusebio, questa partita deve rappresentare il primo passo deciso verso un sogno atteso da intere generazioni. Martinez ha l'imbarazzo della scelta per la formazione titolare, con ballottaggi aperti tra Diogo Dalot e Joao Cancelo sulle corsie esterne e una batteria di attaccanti di altissimo livello che include Rafael Leao, Francisco Conceiçao e un ritrovato Joao Felix, tutti pronti a supportare la rincorsa di Ronaldo verso il mito di Zoff.