Inizio shock per la Tunisia ai Mondiali del 2026, che ha portato a una decisione drastica e immediata da parte dei vertici federali. Dopo la pesantissima sconfitta per 5-1 subita nella gara d'esordio contro la Svezia, la Federcalcio tunisina ha annunciato ufficialmente l'esonero del commissario tecnico Sabri Lamouchi. La disfatta contro la compagine scandinava, maturata sotto i colpi di una doppietta di Yasin Ayari e delle reti di Alexander Isak, Viktor Gyokeres e Mattias Svanberg, ha reso insostenibile la posizione dell'allenatore franco-tunisino. Attraverso un comunicato diffuso sui propri canali social, la federazione ha confermato che è stato raggiunto ufficialmente un accordo per sollevare dall'incarico l'allenatore Sabri Lamouchi, sottolineando la necessità di un cambiamento immediato per tentare di salvare il cammino mondiale.

Per sostituire Lamouchi in questa delicata fase della competizione, la Tunisia ha deciso di affidarsi a una vecchia conoscenza del calcio nazionale: Mondher Kebaier. Il tecnico, che ha già guidato le Aquile di Cartagine tra il 2019 e il 2022, assumerà l'incarico ad interim per le restanti partite del girone che si disputeranno tra Stati Uniti, Messico e Canada. Kebaier si trova ora davanti a una sfida titanica, dovendo risollevare il morale di un gruppo apparso allo sbando e preparare in pochissimi giorni le sfide decisive contro il Giappone e i Paesi Bassi. La federazione ha espresso fiducia nella sua esperienza, dichiarando che sono già in corso i piani per la sua nomina ufficiale come traghettatore della nazionale, sperando che la conoscenza dell'ambiente possa fungere da catalizzatore per una reazione d'orgoglio immediata.

L'avventura di Sabri Lamouchi sulla panchina tunisina si conclude così dopo appena cinque partite totali, un bilancio estremamente magro che ha visto una sola vittoria di misura per 1-0 contro Haiti. I segnali di una crisi profonda erano già emersi durante la fase di preparazione al torneo, in particolare dopo l'umiliante sconfitta per 5-0 rimediata in amichevole contro il Belgio. Nonostante i malumori crescenti all'interno dello spogliatoio e tra i tifosi, la federazione aveva inizialmente scelto di confermare la fiducia al tecnico di 54 anni per l'inizio della rassegna iridata. Tuttavia, l'incapacità di mostrare una minima organizzazione difensiva contro la Svezia ha spinto i dirigenti a rompere gli indugi, optando per un avvicendamento che ha pochi precedenti nella storia recente della Coppa del Mondo per tempistiche e modalità.

Non è la prima volta che la Tunisia ricorre a misure così estreme durante la fase finale di un Mondiale, stabilendo quasi un record di instabilità tecnica. Già nel 1998, la federazione decise di sollevare dall'incarico Henryk Kasperczak dopo le prime due partite del girone, a seguito di due sconfitte consecutive. Questo nuovo esonero inserisce Lamouchi in una ristretta cerchia di allenatori allontanati a torneo in corso, come accadde a Cha Bum-kun con la Corea del Sud sempre nel 1998 o a Julen Lopetegui, cacciato dalla Spagna a soli due giorni dal debutto nel 2018. La Tunisia, che non è mai riuscita a superare la fase a gironi nella sua storia mondiale, si trova ora costretta a compiere un'impresa sportiva senza precedenti, cercando punti pesanti contro avversari di caratura internazionale per evitare l'ennesima eliminazione precoce.