L'edizione 2026 della Coppa del Mondo, che vedrà per la prima volta una co-organizzazione tra Stati Uniti, Canada e Messico, dovrà fare i conti con una variabile meteorologica imprevedibile e potenzialmente dirompente: i temporali elettrici. Il torneo si svolgerà infatti nel pieno della stagione delle tempeste in diverse aree del Nord America, dove le normative di sicurezza sono estremamente rigide rispetto agli standard europei. Un esempio recente di questa criticità si è verificato durante l'amichevole tra Inghilterra e Costa Rica a Orlando, posticipata di un'ora a causa di piogge torrenziali e del rischio imminente di fulmini. Anche a New York, nonostante temperature che hanno sfiorato i 35 gradi nei primi giorni della competizione, si sono registrati fenomeni atmosferici violenti a meno di 24 ore dalla sfida tra Brasile e Marocco nel New Jersey, evidenziando quanto il clima possa mutare repentinamente in queste latitudini.
Per garantire l'incolumità di atleti e spettatori, la FIFA ha deciso di aderire scrupolosamente ai protocolli stabiliti dalle autorità locali, in particolare quelli della National Oceanic and Atmospheric Administration (NOAA). La regola fondamentale prevede che, qualora venga rilevato un fulmine entro un raggio di circa tredici chilometri (otto miglia) dallo stadio, l'incontro debba essere immediatamente interrotto. Una volta scattata la sospensione, inizia un conto alla rovescia di trenta minuti: il gioco può riprendere solo se in questo intervallo non vengono rilevate ulteriori scariche elettriche nella zona di sicurezza. Ogni nuovo fulmine registrato nell'area monitorata fa ripartire il cronometro da zero, una procedura che può trasformare una breve interruzione in un'attesa estenuante per tifosi, calciatori e addetti ai lavori, con il rischio di svuotare parzialmente gli spalti.
Questo scenario non è puramente ipotetico, poiché i precedenti recenti negli Stati Uniti confermano la frequenza di tali interruzioni durante i mesi estivi. Durante l'ultima edizione del Mondiale per Club disputata in territorio americano, ben sei partite sono state sospese a causa di tempeste elettriche improvvise. Il caso più emblematico ha riguardato la sfida tra Chelsea e Benfica a Charlotte, nella Carolina del Nord: iniziata nel tardo pomeriggio, la partita si è conclusa oltre quattro ore e mezza dopo il fischio d'inizio a causa dei continui rinvii dettati dal maltempo. Le zone più a rischio identificate dagli esperti meteorologici sono quelle della costa del Golfo e del sud-est degli Stati Uniti, dove l'umidità e il calore estivo creano le condizioni ideali per lo sviluppo di celle temporalesche che possono stazionare sopra gli impianti sportivi per ore.
Le implicazioni di questo protocollo potrebbero diventare particolarmente critiche durante l'ultima giornata della fase a gironi, quando la contemporaneità delle partite è essenziale per garantire l'equità sportiva e prevenire calcoli opportunistici. Se un incontro dovesse subire un lungo ritardo per maltempo mentre l'altro match dello stesso gruppo procede regolarmente, le squadre coinvolte potrebbero trovarsi a giocare conoscendo già il risultato finale dei propri avversari, vanificando il principio della sincronizzazione dei calci d'inizio. In caso di condizioni meteorologiche talmente avverse da impedire la conclusione della gara nella stessa giornata, il regolamento ufficiale della FIFA stabilisce che il match venga ripreso in una data successiva, ripartendo esattamente dal minuto in cui era stato interrotto e mantenendo lo stesso punteggio e le medesime sanzioni disciplinari già comminate fino a quel momento.