Una serata amara per il Levante, che spreca l'occasione d'oro di sfruttare la superiorità numerica per quasi mezzora. Lunedì sera la squadra era avanti di un uomo dopo l'espulsione di un giocatore del Rayo, eppure non riesce a concretizzare il vantaggio e subisce il pareggio nei minuti di recupero con una reti che farà discutere.

Luis Castro, allenatore dei levantini, non riesce a contenere la delusione al termine della partita. Il tecnico punta l'indice contro l'arbitraggio, in particolare sul gol finale dove sospetta una irregolarità non fischiata dal VAR. «Cosa hai visto tu? Una possibile mano? Settimana dopo settimana, quando andiamo al VAR, sappiamo già quale sarà l'esito», sfoga Castro ai microfoni, evidentemente esasperato da una serie di decisioni che secondo lui penalizzano sistematicamente la sua squadra.

La frustrazione del mister è comprensibile considerando il contesto della stagione: per una squadra lotta per la salvezza, ogni punto perso può rivelarsi decisivo. Nonostante il Levante abbia dominato per larghi tratti, specialmente nella prima fase di gara, Castro ammette che il Rayo ha dimostrato di meritare qualcosa anche in dieci uomini. «Con un giocatore in meno sono stati superiori nella ripresa», riconosce l'allenatore, anche se critica la gestione emotiva della sua squadra: «Avremmo dovuto avere molta più freddezza e chiudere il match prima».

Questo rappresenta il secondo pareggio consecutivo che il Levante concede negli ultimi minuti, un trend preoccupante che Castro identifica come mancanza di maturità tattica. L'allenatore conclude riaffermando la determinazione del gruppo: la lotta per restare in categoria è ancora lunga e non ci sono margini per errori di questo tipo.