Florentino Perez ha consolidato ulteriormente il suo potere assoluto al vertice del Real Madrid, ottenendo una vittoria schiacciante nelle elezioni presidenziali che lo manterranno in carica fino al 2030. Il settantanovenne dirigente spagnolo ha raccolto il 65% delle preferenze, superando nettamente lo sfidante Enrique Riquelme, magnate delle energie rinnovabili, in quella che è stata la prima consultazione elettorale con un reale oppositore negli ultimi vent'anni. Con un totale di 21.741 voti contro gli 11.814 del suo rivale, Perez ha dimostrato di godere ancora della fiducia incondizionata dei soci del club, i quali detengono interamente la proprietà della società. Questa rielezione non rappresenta solo una continuità amministrativa, ma sblocca immediatamente i piani sportivi già delineati nelle scorse settimane per risollevare le sorti della squadra dopo un'annata deludente.

La conseguenza più immediata e altisonante di questo successo elettorale è l'ufficializzazione di José Mourinho come nuovo allenatore delle Merengues. Lo "Special One", oggi sessantatreenne, aveva già siglato un accordo triennale lo scorso mese, ma la validità del contratto era subordinata alla permanenza di Perez alla presidenza. Mourinho lascia così la panchina del Benfica, dove era approdato a settembre portando la squadra al terzo posto nel campionato portoghese, per iniziare la sua seconda avventura nella capitale spagnola. Il tecnico di Setubal torna in un ambiente che conosce bene, avendo già guidato il club tra il 2010 e il 2013, periodo in cui riuscì a spezzare l'egemonia del Barcellona di Pep Guardiola conquistando una Liga, una Coppa del Re e una Supercoppa di Spagna.

Durante il suo discorso post-elettorale, Perez ha espresso grande orgoglio per il risultato ottenuto, ribadendo la sua missione di difendere gli interessi del Real Madrid a livello globale. "Abbiamo vinto le elezioni e continueremo a lavorare per continuare a vincere titoli", ha dichiarato il presidente visibilmente soddisfatto, sottolineando come l'obiettivo principale rimanga la conquista della sedicesima Coppa dei Campioni. Perez ha inoltre esaltato la struttura del Santiago Bernabeu, definendolo il miglior stadio del mondo, e ha dato il bentornato a Mourinho definendolo un vero "madridista". Tra le promesse più ambiziose fatte ai soci, spicca quella di un'offerta record per un grande calciatore, il cui nome resta ancora segreto, destinata a segnare la storia del calciomercato internazionale e a rinforzare una rosa che necessita di nuovi stimoli.

L'arrivo di Mourinho segna la fine del breve interregno di Alvaro Arbeloa, che aveva assunto la guida tecnica a gennaio dopo l'addio di Xabi Alonso. La stagione 2025-2026 si è conclusa in modo amaro per i Blancos, che non sono riusciti a sollevare alcun trofeo, vedendo i rivali storici del Barcellona trionfare nella Liga grazie anche a una decisiva vittoria per 2-0 nel Clasico. La scelta di affidarsi nuovamente a un profilo carismatico e divisivo come quello del portoghese indica chiaramente la volontà della dirigenza di riportare disciplina e mentalità vincente all'interno dello spogliatoio. Con la conferma di Perez e il ritorno di Mourinho, il Real Madrid si prepara a una vera e propria rivoluzione tecnica e societaria, puntando a ristabilire la propria supremazia sia in ambito nazionale che nelle competizioni europee.