A pochi giorni dal fischio d'inizio dei Mondiali 2026, che si terranno tra Stati Uniti, Canada e Messico a partire dall'11 giugno, scoppia una feroce polemica diplomatica e sportiva che vede contrapposti il governo britannico e i vertici del calcio mondiale. Al centro della disputa c'è l'improvviso cambio di rotta della FIFA riguardo alla gestione della sicurezza e dei servizi all'interno degli impianti sportivi, con una decisione che ha scatenato l'indignazione di migliaia di sostenitori pronti a seguire le proprie nazionali oltreoceano. La federazione internazionale ha infatti stabilito un divieto assoluto per i tifosi di introdurre borracce riutilizzabili all'interno degli stadi, ribaltando una precedente direttiva che sembrava andare incontro alle esigenze di sostenibilità e salute pubblica in vista delle torride temperature previste nel Nord America durante il periodo estivo.
Il Primo Ministro britannico, Sir Keir Starmer, non ha usato giri di parole per condannare questa manovra, definendola apertamente un tentativo di speculazione economica ai danni degli appassionati. Durante un'intervista rilasciata all'emittente LBC, il leader del Regno Unito ha espresso la sua profonda frustrazione, dichiarando che è profondamente sbagliato impedire l'ingresso di contenitori propri per poi costringere le persone ad acquistare acqua a prezzi esorbitanti una volta superati i tornelli d'accesso. Secondo Starmer, i costi dei biglietti per questa rassegna iridata sono già eccessivamente elevati e imporre ulteriori oneri finanziari ai tifosi, che spesso provengono da contesti sociali differenti e compiono enormi sacrifici per viaggiare, rappresenta una politica miope e ingiusta che la FIFA dovrebbe riconsiderare immediatamente per il bene dello sport.
La modifica del regolamento appare ancora più controversa se si analizza il tempismo con cui è stata comunicata: solo tre settimane fa, le linee guida ufficiali permettevano esplicitamente l'introduzione di bottiglie di plastica trasparenti e riutilizzabili fino a un litro di capacità, a patto che fossero vuote al momento del controllo. Tuttavia, l'ultimo aggiornamento ha cancellato questa concessione, stabilendo che nessun tipo di contenitore ricaricabile sarà più ammesso nelle arene della Coppa del Mondo. Questa decisione solleva preoccupazioni non solo di natura economica, ma anche sanitaria, considerando che molte partite si disputeranno in città soggette a ondate di calore estremo, dove l'idratazione costante è fondamentale per prevenire malori tra la folla stipata sulle tribune, specialmente per i bambini e gli anziani.
Dal canto suo, la FIFA ha cercato di giustificare il provvedimento attraverso una nota ufficiale, sostenendo che la priorità assoluta resta la tutela della salute e della sicurezza di giocatori, arbitri e spettatori. Secondo i portavoce della federazione, il divieto servirebbe a prevenire rischi di infortuni causati dal lancio di oggetti pesanti sul terreno di gioco o tra il pubblico, uniformando il regolamento del torneo a quello già vigente in molti stadi nordamericani per motivi di ordine pubblico. Nonostante queste spiegazioni, le critiche non accennano a placarsi: anche il sindaco di New York ha chiesto chiarimenti urgenti, mentre le nazionali, tra cui l'Inghilterra, si stanno attrezzando con tecnologie di raffreddamento all'avanguardia per proteggere i calciatori, lasciando però i tifosi a gestire autonomamente le difficoltà logistiche e i costi crescenti di un evento che appare sempre più distante dalle esigenze della gente comune.