La Roma sta navigando in acque finanziarie complesse, cercando di bilanciare la competitività sportiva con i rigidi vincoli del Fair Play Finanziario imposti dall'UEFA. L'obiettivo primario del club capitolino è quello di generare un tesoretto compreso tra i 25 e i 30 milioni di euro attraverso una serie di operazioni minori e riscatti programmati. Questa strategia, avviata dall'ex direttore sportivo Massara e ora portata avanti dal nuovo responsabile dell'area tecnica D'Amico, mira a stabilizzare il bilancio entro i limiti del patto di stabilità, che prevede perdite non superiori ai 60 milioni nel triennio. Se la società riuscisse a chiudere l'esercizio con un passivo contenuto, gli aggiustamenti tecnici dell'UEFA potrebbero portare il risultato finale del 2026 vicino al pareggio, riducendo drasticamente la necessità di sacrificare i pezzi pregiati della rosa.

Gian Piero Gasperini, alla guida tecnica dei giallorossi, ha espresso chiaramente la propria posizione alla proprietà: la priorità assoluta è mantenere l'ossatura della squadra per puntare a traguardi ambiziosi nella prossima stagione. Il tecnico ha indicato la via delle cessioni degli esuberi come soluzione ideale per evitare la partenza dei titolari inamovibili. Un segnale forte in questa direzione è già arrivato con il secco rifiuto opposto al Chelsea, che aveva messo sul piatto ben 50 milioni di euro per assicurarsi le prestazioni del portiere Svilar. La dirigenza ha alzato un vero e proprio muro difensivo attorno al proprio estremo difensore, considerato un pilastro fondamentale del progetto tattico, nonostante l'entità economica dell'offerta proveniente dalla Premier League avrebbe garantito una plusvalenza immediata e massiccia.

Oltre alle operazioni di mercato classiche, la Roma attende entrate significative da contenziosi legali e accordi commerciali pregressi che potrebbero dare ossigeno alle casse societarie. Una delle voci più rilevanti riguarda la disputa con il Basilea legata al trasferimento di Riccardo Calafiori dal Bologna all'Arsenal; il club svizzero dovrebbe versare circa 6 milioni di euro nelle casse giallorosse dopo una lunga battaglia legale arrivata fino al Tribunale Arbitrale dello Sport. A questa cifra si aggiungono i circa 17 milioni di euro spettanti alla Roma dalla Lega Serie A, derivanti dall'accordo transattivo con l'agenzia IMG per la questione dei diritti televisivi internazionali. Questi introiti extra-campo rappresentano una boccata d'aria fondamentale per raggiungere la quota necessaria senza dover smantellare il centrocampo o la difesa, settori dove militano giocatori molto richiesti.

Il lavoro certosino sui profili meno centrali del progetto continua a dare i suoi frutti, come dimostrato dal riscatto di Sangaré da parte dell'Elche per 4,5 milioni di euro, operazione che genererà una plusvalenza netta di circa 3 milioni. Anche il trasferimento di Gonzalo Villar dal Granada alla Dinamo Zagabria porterà un ulteriore milione di euro, confermando la politica di monetizzazione di ogni singolo asset a disposizione. Tuttavia, resta alta l'attenzione su profili di alto livello come Koné, N’Dicka e Soulé: sebbene Gasperini li consideri intoccabili, la società valuterà eventuali offerte irrinunciabili qualora il piano dei piccoli incassi non dovesse bastare a coprire interamente il fabbisogno finanziario. La sfida della Roma per l'estate 2026 sarà dunque quella di proteggere i propri talenti, trasformando una serie di micro-operazioni in una solida barriera contro le lusinghe dei grandi club europei.