La corsa alla presidenza del Real Madrid entra nel vivo con una tensione che non si respirava dal lontano 2006, anno dell'ultima elezione effettivamente contesa tra più candidati. Domenica prossima i soci del club più titolato al mondo saranno chiamati alle urne per decidere il futuro della società, in un clima reso rovente dalle promesse elettorali che stanno scuotendo il panorama calcistico internazionale. Enrique Riquelme, lo sfidante che punta a spodestare lo storico presidente Florentino Perez, ha deciso di giocare il tutto per tutto puntando sui nomi più altisonanti del mercato globale per convincere l'elettorato madridista a voltare pagina dopo un biennio avaro di soddisfazioni sportive.
Durante una recente apparizione nel celebre programma televisivo spagnolo "El Hormiguero", Riquelme ha alzato l'asticella della sfida mostrando in diretta una maglia dei Blancos con il numero 9 e il nome di Erling Haaland stampato sulle spalle. Il candidato non si è limitato al fuoriclasse norvegese, dichiarando di voler portare al Santiago Bernabeu anche il perno del centrocampo del Manchester City, Rodri. Per dimostrare la serietà del suo impegno, Riquelme ha annunciato di aver firmato una garanzia legale secondo la quale, in caso di mancato acquisto di uno dei due calciatori, si farebbe carico personalmente del cento per cento dei costi di abbonamento dei soci per la stagione successiva, sottolineando come Haaland possieda una clausola rescissoria e il desiderio di vestire la maglia del Madrid.
Tuttavia, l'entusiasmo scatenato dalle parole di Riquelme è stato prontamente smorzato dal clan del centravanti scandinavo. Attraverso un comunicato congiunto, il padre del giocatore, Alfe Haaland, e l'agente Rafaela Pimenta hanno definito le promesse elettorali come tutto molto divertente ma non vero, augurando poi il meglio a entrambi i candidati per l'esito del voto. Va ricordato che Haaland ha recentemente rinnovato il proprio legame con il Manchester City firmando un contratto di dieci stagioni che lo vincola ai campioni d'Inghilterra fino al 2034, rendendo ogni operazione di mercato estremamente complessa e onerosa, nonostante le suggestioni lanciate durante la campagna elettorale spagnola.
Sul fronte opposto, Florentino Perez non è rimasto a guardare e ha risposto colpo su colpo cercando di consolidare il proprio consenso per ottenere l'ottavo mandato presidenziale. Il numero uno uscente ha rivelato un accordo di massima per il clamoroso ritorno in panchina di Jose Mourinho, pubblicando un'immagine dello Special One che conferma la sua disponibilità a guidare nuovamente le Merengues. Questa mossa strategica è facilitata dai movimenti sulla panchina del Benfica, dove Marco Silva, attuale tecnico del Fulham, sembra destinato a sostituire proprio Mourinho, liberando così l'ex allenatore di Inter e Roma per un ritorno a Madrid a distanza di oltre dieci anni dalla fine della sua prima esperienza, conclusasi nel 2013.
La necessità di un cambiamento drastico, sia esso tecnico o societario, nasce da una crisi di risultati che ha visto il Real Madrid chiudere le ultime due stagioni senza sollevare alcun trofeo di rilievo, una rarità assoluta per gli standard della capitale spagnola. Mentre i soci riflettono se affidarsi all'usato sicuro rappresentato dal binomio Perez-Mourinho o scommettere sulla rivoluzione milionaria proposta da Riquelme, il mondo del calcio osserva con attenzione l'esito di questa domenica. L'elezione non deciderà solo chi siederà nella tribuna d'onore del Bernabeu, ma potrebbe ridisegnare gli equilibri di potere del calcio europeo, influenzando il destino di campioni del calibro di Haaland e Rodri.