La Juventus si appresta a vivere una vera e propria rivoluzione tra i pali, spinta dalla ferma volontà di Luciano Spalletti di ridisegnare completamente la gerarchia dei portieri in vista della prossima stagione. Con le valigie ormai pronte per Michele Di Gregorio e Mattia Perin, il tecnico toscano ha espresso chiaramente alla dirigenza la necessità di inserire in rosa un profilo dotato di grande carisma, leadership internazionale e comprovata affidabilità sotto pressione. Il primo obiettivo concreto era stato individuato in Alisson Becker, l'estremo difensore del Liverpool che Spalletti aveva già valorizzato durante l'esperienza comune alla Roma. Nonostante un principio di accordo sulla base di un contratto triennale da circa cinque milioni di euro a stagione, la trattativa si è bruscamente interrotta a causa del muro alzato dai dirigenti inglesi. I "Reds", infatti, hanno deciso di blindare il brasiliano per evitare un ulteriore indebolimento dello spogliatoio dopo gli addii di senatori come Salah, Robertson e Konaté, una posizione confermata con forza anche dal nuovo allenatore Andoni Iraola, subentrato a sorpresa ad Arne Slot sulla panchina di Anfield.
Sfumata la pista che portava al portiere brasiliano, il direttore sportivo Cristiano Giuntoli ha immediatamente spostato il mirino su un altro protagonista assoluto della Premier League: Emiliano "Dibu" Martinez. Il numero uno dell'Aston Villa, reduce dal recente trionfo in Europa League e fresco campione del mondo con la nazionale argentina, rappresenta l'identikit ideale per soddisfare le richieste tattiche e caratteriali di Spalletti. La valutazione del club di Birmingham si aggira intorno ai 20 milioni di euro, una cifra considerata congrua per un giocatore del suo spessore, sebbene la concorrenza dell'Inter complichi i piani bianconeri e rischi di scatenare un'asta di mercato. La Continassa tiene comunque vive diverse alternative nel caso in cui l'assalto al portiere argentino dovesse fallire: Guglielmo Vicario del Tottenham resta un nome caldissimo per un eventuale ritorno in Italia, mentre si valutano soluzioni in prestito come il georgiano Mamardashvili, il cui destino è legato proprio alla permanenza di Alisson al Liverpool, o il tedesco Alexander Nübel, di proprietà del Bayern Monaco ma reduce da un'ottima annata in Bundesliga con la maglia dello Stoccarda.
Parallelamente alla questione legata all'estremo difensore, la dirigenza juventina sta pianificando un profondo restyling del reparto arretrato, che passerà inevitabilmente attraverso una cessione eccellente per far quadrare i bilanci. Il principale indiziato a lasciare Torino è Gleison Bremer, la cui clausola rescissoria da 58 milioni di euro, valida fino al prossimo 10 agosto, rappresenta una boccata d'ossigeno fondamentale per finanziare le operazioni in entrata. Il sacrificio del centrale brasiliano non è dettato da ragioni tecniche, essendo stato uno dei migliori della scorsa stagione, ma dalla necessità impellente di generare risorse economiche per rinforzare altri reparti chiave. La partenza di Bremer aprirebbe un vuoto tecnico che Spalletti intende colmare con profili di assoluta esperienza internazionale, capaci di guidare la linea difensiva con la stessa autorità e personalità richiesta al nuovo numero uno che arriverà dal mercato inglese.
Il sogno proibito per la sostituzione di Bremer porta il nome di Kim Min-jae, il colosso coreano che Spalletti ha già guidato verso lo scudetto storico ai tempi del Napoli e che conosce alla perfezione i meccanismi difensivi del tecnico. L'operazione con il Bayern Monaco appare complessa a causa dell'ingaggio elevato del calciatore, che percepisce circa 8 milioni di euro più bonus, ma i contatti tra le parti restano vivi nella speranza di trovare una formula di trasferimento favorevole. In alternativa, l'allenatore bianconero guarda con interesse a Juan Jesus, fedelissimo in scadenza di contratto con il Napoli e appetito anche dal Bologna, che rappresenterebbe un'opzione a basso costo di sicura affidabilità tattica per completare la rosa. Sullo sfondo rimangono monitorate con attenzione le situazioni di due autentici pilastri del calcio europeo come John Stones del Manchester City e David Alaba del Real Madrid, entrambi dati in uscita dai rispettivi club e pronti a valutare una nuova sfida professionale nel campionato italiano sotto la guida di un allenatore carismatico e ambizioso come Spalletti.