Michele Criscitiello si conferma una figura poliedrica nel panorama sportivo nazionale, muovendosi con disinvoltura tra il giornalismo televisivo, l'imprenditoria e la gestione calcistica sul campo. La recente promozione della Folgore Caratese nel calcio professionistico rappresenta il coronamento di un progetto ambizioso che ha messo al centro le infrastrutture e la valorizzazione dei giovani, piuttosto che investimenti folli sul mercato dei calciatori. Il modello dichiarato è quello di Silvio Berlusconi, limitatamente alla visione aziendale e sportiva, con l'obiettivo di creare una realtà solida e autosufficiente. Lo sviluppo dello Sportitalia Village, situato tra Carate e Verano Brianza, testimonia questa volontà di investire nel mattone e nei servizi, creando un polo d'eccellenza che possa sostenere la crescita tecnica della squadra nel difficile campionato di Serie C.
Il percorso che ha portato Criscitiello dalle sue radici ad Avellino fino ai vertici di Sportitalia è segnato dall'incontro con figure chiave del giornalismo e della televisione italiana. Tra i suoi mentori spicca Bruno Bogarelli, definito un vero genio capace di trasformare lo sport in intrattenimento di massa e di lanciare icone come Dan Peterson. Nonostante la profonda stima, Criscitiello analizza con occhio critico la gestione passata, sottolineando come la passione per prodotti di nicchia come il basket americano non fosse sempre accompagnata da una sostenibilità economica adeguata. Questa lezione è diventata il pilastro della sua gestione attuale: ogni investimento, dai diritti televisivi alla gestione della Folgore Caratese, deve rispondere a criteri di rigore finanziario per evitare i fallimenti che hanno spesso piagato il calcio minore e l'editoria sportiva.
La storia di Sportitalia ha vissuto momenti di profonda incertezza, culminati nella crisi del 2013 che portò alla chiusura temporanea delle trasmissioni e alla perdita di numerosi posti di lavoro. Criscitiello ricorda quel periodo come una fase di transizione difficile, segnata da scelte professionali poco felici prima di tornare a Milano per riprendere in mano il marchio. Grazie alla fiducia del gruppo Ben Ammar nel 2014, il brand è stato riattivato partendo da una posizione marginale per poi riconquistare centralità nel panorama mediatico italiano. La rinascita dell'emittente è stata costruita sulla specializzazione calcistica, puntando su talk show, inchieste e una copertura capillare del calciomercato, trasformando un canale che rischiava di sparire in un punto di riferimento per milioni di appassionati e addetti ai lavori.
Guardando al futuro, l'imprenditore avellinese non risparmia critiche al sistema attuale, tema che sarà approfondito nel suo prossimo libro intitolato "Il libro nero del calcio italiano", edito da Mondadori. La sostenibilità della Serie C rimane una delle sfide più complesse, poiché i costi di gestione spesso superano di gran lunga i ricavi generati, mettendo a rischio la sopravvivenza di molte piazze storiche. Secondo Criscitiello, il calcio italiano necessita di riforme strutturali urgenti che premino la competenza gestionale e la creazione di valore a lungo termine, prendendo spunto dai modelli di successo ma adattandoli alla realtà economica contemporanea. La sua visione integra la potenza del mezzo televisivo con la gestione diretta di un club, cercando di dimostrare che anche nelle categorie inferiori è possibile fare calcio in modo professionale, moderno e, soprattutto, redditizio.