Il calciomercato della Juventus sta vivendo una fase di stallo preoccupante, segnata da una serie di rifiuti eccellenti che complicano i piani di rilancio della società torinese per la prossima stagione. La mancata qualificazione alla prestigiosa Champions League si sta rivelando un ostacolo insormontabile per attirare profili di caratura internazionale, come dimostrato chiaramente dal caso di Bernardo Silva. Il fantasista portoghese, dopo aver concluso la sua gloriosa esperienza pluriennale al Manchester City, ha preferito declinare la proposta bianconera proprio a causa dell'assenza della Vecchia Signora dalla massima competizione europea, preferendo l'Europa League. Il giocatore è ora vicinissimo a vestire la maglia del Barcellona, lasciando la dirigenza juventina con l'amaro in bocca per un colpo che avrebbe garantito un salto di qualità tecnico immediato nel reparto avanzato.
Non meno complessa è la situazione legata alla porta, dove l'obiettivo numero uno individuato da Luciano Spalletti era Alisson Becker. Nonostante il portiere brasiliano avesse già raggiunto un'intesa di massima per un contratto triennale, desideroso di tornare in Italia dopo i successi ottenuti con il Liverpool, la trattativa è improvvisamente naufragata a causa del muro alzato dal club inglese. I dirigenti della squadra britannica non hanno alcuna intenzione di privarsi di un altro pilastro fondamentale, specialmente dopo aver già perso pedine del calibro di Mohamed Salah e Andrew Robertson. Quest'ultimo, terzino scozzese di spessore mondiale finito anch'egli nel mirino dell'amministratore delegato Comolli, si è accasato in poche ore al Tottenham, rendendo ancora più rigida la posizione del Liverpool nei confronti della cessione del proprio estremo difensore titolare.
Di fronte a questi fallimenti di mercato, Luciano Spalletti non ha nascosto il proprio disappunto, vedendo sfumare tasselli che considerava fondamentali per la ricostruzione tattica e caratteriale della squadra. Per ovviare all'emergenza tra i pali, la Juventus sta ora valutando piste alternative che portano nuovamente verso la Premier League, con l'ipotesi di un prestito per Giorgi Mamardashvili. Il venticinquenne georgiano, acquistato dal Liverpool proprio per raccogliere l'eredità di Alisson, potrebbe essere lasciato partire temporaneamente per permettergli di giocare con continuità. Resta viva, seppur in secondo piano, anche la candidatura di David De Gea, attualmente in forza alla Fiorentina, che rappresenterebbe una soluzione di esperienza sicura per garantire affidabilità a una difesa che ha mostrato diverse lacune nell'ultima annata sportiva.
In questo scenario di incertezza, il tecnico toscano ha deciso di puntare con estrema decisione sulla conferma e sul rinnovo contrattuale di Dusan Vlahovic, considerato l'unico vero punto fermo da cui ripartire per il nuovo ciclo. Spalletti vede nel centravanti serbo il terminale offensivo ideale per il suo sistema di gioco e ritiene che la sua permanenza sia vitale, specialmente considerando quanto la sua lunga assenza per infortunio abbia pesato sui risultati deludenti dell'ultimo campionato. I numeri recenti danno ragione all'allenatore: Vlahovic ha messo a segno quattro reti nelle ultime quattro apparizioni ufficiali, dimostrando un attaccamento alla maglia encomiabile anche quando non era al meglio della condizione fisica. La società è ora al lavoro per blindare il numero nove, cercando di trasformare quello che era un dubbio di mercato in una certezza granitica per il futuro prossimo del club.
La strategia della Juventus dovrà ora necessariamente passare per una razionalizzazione delle risorse e una capacità di persuasione che vada oltre il semplice prestigio della competizione disputata. Con l'Europa League come unico palcoscenico internazionale, il club deve convincere i propri campioni che il progetto tecnico di Spalletti è solido e ambizioso nel medio periodo, puntando a tornare subito ai vertici della Serie A. Il rinnovo di Vlahovic non sarebbe solo un colpo tecnico, ma anche un segnale forte inviato alle rivali e alla tifoseria, stanca di vedere i propri beniamini accostati costantemente a club stranieri. La dirigenza sa bene di non potersi permettere ulteriori passi falsi, poiché la costruzione di una rosa competitiva richiede innesti di qualità che possano integrarsi rapidamente nei meccanismi tattici del nuovo allenatore per evitare un'altra stagione di transizione.