All'Allianz Riviera si è consumato l'ultimo atto drammatico della stagione francese, con il Nizza che è riuscito a mantenere la categoria travolgendo il Saint-Étienne per 4-1 nella sfida di ritorno dello spareggio salvezza. Dopo lo scialbo pareggio a reti bianche della gara d'andata, i rossoneri hanno finalmente ritrovato la via del gol e la grinta necessaria per evitare un declassamento che sarebbe stato catastrofico per le ambizioni del club. La partita, disputata in un'atmosfera surreale a causa della chiusura dei settori per i tifosi, ha visto i padroni di casa faticare inizialmente per poi esplodere in un finale travolgente che ha spento definitivamente le speranze di promozione degli ospiti, costretti a restare in seconda divisione.
La contesa si è sbloccata soltanto nella ripresa, quando Jonathan Clauss ha trovato il varco giusto per portare in vantaggio la formazione della Costa Azzurra, rompendo un equilibrio che durava da oltre centotrenta minuti tra andata e ritorno. Nonostante il colpo subito, il Saint-Étienne non si è arreso e ha trovato il momentaneo pareggio all'ottantunesimo minuto grazie a una rete di Zuriko Davitashvili, un gol che ha gelato i presenti e che sembrava poter trascinare la sfida verso esiti imprevedibili. Tuttavia, la reazione del Nizza è stata immediata e feroce: negli ultimi scampoli di gara, Buodache ha riportato avanti i suoi, prima che una doppietta fulminea di Elye Wahi mettesse in ghiaccio il risultato, trasformando una serata di estrema tensione in una festa liberatoria per tutto l'ambiente rossonero.
Oltre al verdetto del campo, la serata ha assunto un valore storico e simbolico per l'addio al calcio giocato di Dante. Il leggendario difensore brasiliano, colonna portante del club per anni e leader carismatico dello spogliatoio, ha appeso gli scarpini al chiodo proprio nel momento del massimo bisogno, guidando la difesa in un'ultima battaglia decisiva per la sopravvivenza sportiva della società. Questa salvezza rappresenta il traguardo minimo per una squadra che era partita con ambizioni ben diverse, avendo iniziato l'annata disputando i turni preliminari di Champions League prima di sprofondare in una crisi di risultati senza fine, che non vedeva un successo interno addirittura dallo scorso mese di ottobre.
Il bilancio finale della stagione del Nizza resta comunque pesantemente negativo, segnato da una serie di fallimenti tecnici e gestionali che hanno portato la squadra a rischiare seriamente la retrocessione fino all'ultimo minuto disponibile del calendario. La delusione per la finale di Coppa di Francia persa contro il Lens è ancora una ferita aperta per la tifoseria, ma la permanenza nel massimo campionato francese permette alla dirigenza di pianificare una ricostruzione profonda per il 2026/27 senza il baratro economico della serie cadetta. Per il Saint-Étienne, invece, il sogno del ritorno tra le grandi del calcio transalpino svanisce sul più bello, condannando i "Verts" a un altro anno di purgatorio in Ligue 2 dopo aver accarezzato l'impresa per gran parte della stagione regolare.
Dal punto di vista tattico, la gestione della gara da parte del Nizza ha mostrato una maturità che era mancata per quasi tutto il girone di ritorno. La capacità di non disunirsi dopo il pareggio subito nel finale è il segnale di una squadra che, nonostante le evidenti difficoltà interne e le critiche feroci della stampa, ha saputo compattarsi attorno al proprio allenatore per evitare il disastro sportivo. La prestazione maiuscola di Wahi, autore di due gol pesantissimi nel recupero, potrebbe rappresentare il punto di ripartenza per un attacco che ha faticato enormemente a trovare continuità durante tutto l'arco del campionato, risultando spesso sterile e poco incisivo nelle sfide contro le dirette concorrenti per la salvezza.