Il commissario tecnico dell'Argentina, Lionel Scaloni, ha sciolto le riserve ufficializzando la lista dei convocati per i prossimi Mondiali che si disputeranno tra Stati Uniti, Messico e Canada, includendo tra i protagonisti Giovani Lo Celso. Per il centrocampista del Real Betis, questa chiamata rappresenta una vera e propria rivincita personale dopo l'immenso dolore sportivo vissuto nel 2022. In quell'occasione, un brutto infortunio muscolare lo costrinse a rinunciare alla spedizione in Qatar proprio a ridosso del torneo, impedendogli di far parte attivamente del gruppo che si sarebbe poi laureato campione del mondo. A trent'anni, Lo Celso si appresta così a vivere la sua seconda Coppa del Mondo effettiva, dopo l'esperienza in Russia nel 2018 dove, pur essendo presente, non ebbe l'opportunità di scendere in campo per nemmeno un minuto.
La convocazione di Lo Celso non è un caso isolato, ma corona un momento di grande prestigio internazionale per il Real Betis Balompié, che vedrà ben sette rappresentanti della propria rosa attuale impegnati nella massima competizione calcistica. Oltre al fantasista argentino, il club di Siviglia vanta una delegazione variegata e competitiva: lo svizzero Ricardo Rodríguez, l'attaccante congolese Cédric Bakambu, i talentuosi marocchini Ez Abde e Sofyan Amrabat, il colombiano Cucho Hernández e lo spagnolo naturalizzato messicano Álvaro Fidalgo. Quest'ultimo, in particolare, è diventato un punto fermo della selezione guidata da Javier Aguirre, confermando la capacità del Betis di valorizzare profili internazionali capaci di imporsi in diversi contesti geografici e tattici.
Nonostante una stagione caratterizzata da alcuni problemi fisici che ne hanno limitato la continuità, Lo Celso ha collezionato 32 presenze complessive con la maglia biancoverde nell'ultima annata, confermandosi un elemento di qualità superiore ogni volta che è stato chiamato in causa. Il tecnico Scaloni lo considera da sempre uno dei suoi 'fedelissimi', un pilastro tattico capace di legare il gioco tra centrocampo e attacco, come dimostrano le sue 65 presenze totali e i 4 gol realizzati con la maglia dell'Albiceleste fin dal suo debutto avvenuto a soli 21 anni. La sua capacità di inserimento e la visione di gioco restano doti rare, che il Betis ha cercato di sfruttare al meglio in un campionato competitivo come la Liga, dove la lotta per l'Europa richiede interpreti di questo spessore tecnico.
Il Mondiale rappresenterà inevitabilmente una vetrina di mercato cruciale per il futuro del calciatore, il cui contratto con il club andaluso scadrà nel 2028. Negli ultimi anni, diverse franchigie della Major League Soccer hanno manifestato un forte interesse per il talento di Rosario, ma finora il giocatore ha sempre dato priorità alla permanenza nel calcio europeo e alla competitività del Betis. Tuttavia, la situazione interna alla squadra è in continua evoluzione: con un ingaggio tra i più onerosi della rosa e la forte concorrenza in quel settore del campo rappresentata da elementi del calibro di Isco, Pablo Fornals e lo stesso Fidalgo, una prestazione di alto livello durante il torneo iridato potrebbe spingere la dirigenza bética a valutare eventuali offerte faraoniche, trasformando la rassegna mondiale in un crocevia fondamentale per le strategie finanziarie e tecniche del club.