La marcia di avvicinamento dell'Egitto verso i prossimi Mondiali prosegue sotto i migliori auspici, grazie a una vittoria di misura ottenuta tra le mura amiche del Cairo. La selezione guidata da Hossam Hassan ha superato per 1-0 la Russia in un test amichevole che, nonostante il carattere non ufficiale per gli ospiti, ha offerto spunti tecnici di assoluto rilievo per valutare lo stato di forma dei calciatori. Il gol partita è stato siglato nella ripresa da Mostafa Ziko, la cui conclusione precisa ha trafitto la difesa russa regalando un successo che inietta una dose massiccia di fiducia in tutto l'ambiente egiziano a sole due settimane dal debutto ufficiale nella rassegna iridata. Per la Russia, nazionale che rimane sospesa dalle competizioni ufficiali FIFA e UEFA dal 2022, si è trattato di un'occasione per misurarsi contro un avversario di livello internazionale, pur non riuscendo a scardinare l'organizzazione tattica dei padroni di casa.
Dal punto di vista delle scelte tecniche, la sfida ha riservato alcune sorprese dell'ultimo minuto, a partire dall'assenza forzata della stella polare della squadra, Mohamed Salah. L'attaccante del Liverpool, giunto in ritardo nel ritiro della nazionale per impegni pregressi, è stato sostituito nell'undici titolare da Ahmed Sayed, meglio noto come Zizo, che ha cercato di non far rimpiangere il capitano con una prestazione di grande sacrificio e dinamismo sulla fascia. Nella seconda metà della gara, il commissario tecnico russo Valery Karpin ha tentato il tutto per tutto per agguantare il pareggio, operando un quadruplo cambio simultaneo al minuto settantatré con gli ingressi di Karpukas, Beveev, Melkadze e Krivtsov. Nonostante la pressione finale esercitata dalla compagine russa, la retroguardia dei Faraoni ha retto l'urto con ordine e disciplina, dimostrando una solidità difensiva che sarà fondamentale durante le sfide ben più probanti che attendono la squadra in territorio statunitense.
Oltre al risultato sportivo, la vittoria ottenuta al Cairo porta con sé un carico simbolico non indifferente per tutto il movimento calcistico egiziano. Il successo contro la Russia arriva infatti a otto anni di distanza da un precedente amaro, ovvero la sconfitta per 3-1 subita dall'Egitto proprio contro i russi durante la fase a gironi dei Mondiali del 2018, in quello che fu lo scontro decisivo del Gruppo A. Quella battuta d'arresto segnò profondamente il cammino della nazionale africana in quell'edizione, e riuscire a imporsi oggi rappresenta una sorta di chiusura di un cerchio e la dimostrazione tangibile della crescita maturata dal gruppo negli ultimi due cicli mondiali. La gestione di Hassan sembra aver ridato compattezza a un collettivo che punta a recitare un ruolo da protagonista e non da semplice comparsa nella prossima kermesse internazionale, facendo leva su un mix di esperienza internazionale e nuovi talenti emergenti.
Il programma dei Faraoni prevede ora un trasferimento immediato negli Stati Uniti, dove si svolgerà l'ultima fase della preparazione atletica e tattica prima del via ufficiale della competizione. Il prossimo 6 giugno, a Cleveland, nello stato dell'Ohio, l'Egitto affronterà in un'amichevole di lusso il Brasile, un test che servirà a misurare le reali ambizioni della squadra contro una delle favorite assolute alla vittoria finale del trofeo. Successivamente, la delegazione si sposterà a Seattle per l'esordio nel Gruppo G, previsto per il 15 giugno contro il Belgio. Il sorteggio ha inserito gli egiziani in un raggruppamento estremamente equilibrato che comprende, oltre ai Diavoli Rossi belgi, anche l'Iran e la Nuova Zelanda. L'obiettivo dichiarato della federazione è il passaggio del turno, cercando di sfruttare l'entusiasmo generato da questi ultimi risultati positivi per superare uno scoglio iniziale che si preannuncia complesso ma ampiamente alla portata dei ragazzi di Hassan.