Joan Laporta non si nasconde e contrattacca. Ospite del programma 'El Partidazo' sulla emittente Cope, il numero uno del Barcellona ha utilizzato la tribuna radiofonica per difendersi dalle accuse e rispondere ai detrattori che lo criticano in vista delle elezioni presidenziali del club blaugrana.
Il tema centrale è il controverso caso Negreira, che ha coinvolto il club catalano negli ultimi mesi. Laporta non fa passi indietro: "Quello che il Barcellona ha fatto è completamente legale e ben realizzato. Quando siamo arrivati nel 2003, abbiamo trovato un'azienda che si occupava di asesoramiento arbitrale, ci è stato detto che apparteneva al figlio di Negreira e che forniva servizi anche all'Atletico Madrid e ad altre squadre". Una pratica che, secondo il presidente, non ha nulla di irregolare.
Ma Laporta va oltre e lancia un'accusa pesante al sistema: "Durante 72 anni il Comitato Tecnico degli Arbitri è stato presieduto da ex soci, ex dirigenti e ex giocatori del Real Madrid. Davvero non vi sembra scandaloso? Al Madrid invece questo sembra del tutto naturale". Una provocazione che mira a spostare il fuoco sulla gestione madrilena dei meccanismi arbitrali. "Il Madrid ha Megía Dávila e persino la moglie di questi è legata al CTA. Cerchiamo di trovare tre piedi al gatto per condannarci senza neanche giudicarci".
Dalle questioni arbitrali ai contrasti interni: Laporta non risparmia critiche nemmeno a Xavi Hernández e a Sandro Font, suo rivale nelle elezioni. "Font ha strumentalizzato una leggenda del club per fare danno. I fatti parlano chiaro: con Xavi perdevamo, con Hansi Flick vinciamo. La dinamica era perdente, ora è vincente". Altrettanto duro il giudizio su Messi e il suo mancato ritorno: "Ciò che ha detto Xavi non lo capisco. La questione Messi è stata gestita con trasparenza totale. Il padre di Leo venne a casa e mi spiegò che era meglio rimanere a Miami che venire in Arabia o a Barcellona. Punto. Tutto questo non aggiunge nulla se non imbrutten le elezioni". Infine, un monito su Deco e Flick: il direttore sportivo rimane fondamentale per il progetto tecnico, e Font vuole sostituirlo con tre persone inadeguate al compito.
Laporta chiude l'intervista con il messaggio che guida la sua campagna: "Contro tutto e contro tutti", definendo il momento come una battaglia contro una campagna di delegittimazione istituzionale partita da Madrid sul tema Negreira.



















