Il Deportivo de La Coruña è finalmente tornato a respirare l'aria della massima serie spagnola dopo otto lunghi anni di assenza, trascorsi tra le difficoltà delle categorie inferiori e una costante voglia di riscatto. La formazione galiziana ha certificato il proprio ritorno in Primera División al termine di una stagione entusiasmante, culminata con festeggiamenti che hanno tinto l'intera città di bianco e blu. Il protagonista assoluto di questa cavalcata trionfale è stato Yeremay Hernández, talento canario di 23 anni che ha trascinato i compagni con una stagione da incorniciare, mettendo a referto ben 11 reti e fornendo 10 assist decisivi. La sua esplosione tecnica ha riacceso l'entusiasmo di una piazza storica che ora guarda al futuro con rinnovata ambizione.
Intervenuto ai microfoni del noto programma radiofonico spagnolo "El Partidazo de Cope", Yeremay ha voluto fare chiarezza sul proprio futuro professionale, cercando di placare le ansie dei sostenitori del Depor preoccupati dalle possibili offerte di mercato. Il giovane attaccante ha espresso un profondo legame con l'ambiente galiziano, sottolineando come non abbia alcuna fretta di cambiare aria nonostante il salto di categoria. "Ho detto alla società che mi piacerebbe andarmene passando dalla porta principale", ha spiegato il calciatore, aggiungendo però una precisazione fondamentale: "Non so se questo accadrà in questa sessione di mercato, nella prossima o tra diversi anni, o se magari non me ne andrò mai. In questo momento mi sto godendo il traguardo raggiunto e sono tranquillo perché mi sento a casa mia".
Oltre alle dinamiche di mercato, Yeremay ha rivelato un retroscena toccante riguardante la sua condizione fisica, confessando di aver giocato per gran parte dell'anno convivendo con una dolorosa pubalgia che ne ha limitato il rendimento. Il calciatore ha ammesso di aver mentito ripetutamente allo staff medico e tecnico pur di non essere escluso dalle partite cruciali per la promozione. "Ho nascosto il dolore molte volte perché la voglia di stare in campo era superiore a tutto", ha dichiarato con estrema onestà. Tuttavia, il problema è diventato insostenibile con il passare delle settimane: "È arrivato un momento in cui la sofferenza era talmente acuta che ho dovuto confessare tutto, perché ormai le mie prestazioni atletiche erano visibilmente condizionate e non riuscivo più a muovermi come avrei voluto".
Il percorso che ha portato Yeremay a diventare l'idolo del Riazor è stato tortuoso e segnato da una grande delusione vissuta nelle giovanili del Real Madrid. Dopo gli inizi nel Las Palmas, il fantasista si era trasferito nel prestigioso centro sportivo di Valdebebas, dove ha vissuto per due stagioni sognando di esordire con la maglia delle Merengues. Il rapporto con il club madrileno si è però concluso in modo traumatico, un evento che il giocatore non ha dimenticato. "Mi hanno cacciato", ha affermato senza mezzi termini ricordando il momento del suo addio forzato dalla capitale. Quella porta chiusa in faccia si è rivelata però la sua fortuna, permettendogli di approdare al Deportivo dove, partendo dalla squadra riserve, ha saputo ricostruirsi fino a diventare uno dei profili più interessanti del calcio spagnolo contemporaneo.