La Lazio volta pagina e affida ufficialmente la propria panchina a Gennaro Gattuso, mettendo fine a un inseguimento durato quasi sette anni. Il presidente Claudio Lotito ha finalmente coronato un desiderio che risaliva al lontano 2019, quando il tecnico calabrese fu a un passo dal sostituire Simone Inzaghi durante una rocambolesca sfida contro l'Atalanta terminata in pareggio. In quell'occasione, Gattuso era già in viaggio verso la Capitale, ma la rimonta biancoceleste congelò l'avvicendamento, portando l'allenatore a firmare successivamente per il Napoli. Oggi, a distanza di tempo e dopo diverse stagioni di corteggiamento mai concretizzato, le strade del club capitolino e dell'ex centrocampista del Milan si incrociano finalmente per dare inizio a un nuovo ciclo tecnico che promette di riportare grinta e carattere nell'ambiente di Formello.

I dettagli dell'accordo economico riflettono la volontà di entrambe le parti di costruire un progetto solido ma flessibile per il prossimo futuro. Gattuso ha sottoscritto un contratto biennale, strutturato sulla base di un anno con opzione di rinnovo per il secondo, con un ingaggio fissato a 1,5 milioni di euro a stagione più consistenti bonus legati ai risultati nelle competizioni europee. Nonostante la qualificazione alla massima competizione continentale appaia oggi come un traguardo ambizioso, sono stati inseriti premi specifici per l'approdo in Champions League. La decisione di Lotito di puntare su "Ringhio" nasce dalla necessità di scuotere uno spogliatoio apparso privo di mordente nell'ultima annata; il patron non ha infatti risparmiato critiche feroci al gruppo, dichiarando apertamente che se i calciatori avessero avuto lo stesso temperamento della presidenza non avrebbero mostrato certi timori reverenziali una volta scesi in campo.

Parallelamente all'entusiasmo per il nuovo arrivo, si consuma l'addio definitivo e gelido a Maurizio Sarri, ormai destinato a sedersi sulla panchina dell'Atalanta per la prossima stagione. La separazione tra il tecnico toscano e la società biancoceleste è avvenuta senza alcun incontro chiarificatore tra l'allenatore e Lotito, lasciando che fossero esclusivamente i legali delle due parti a gestire le pratiche burocratiche per lo svincolo contrattuale. Sarri lascerà la sua residenza all'Olgiata nelle prossime ore, chiudendo un rapporto che si era ormai logorato in modo insanabile sia sul piano professionale che su quello umano. Questo strappo formale certifica la fine di un'epoca tattica per la Lazio, segnata da momenti di grande calcio ma conclusasi con un nono posto deludente che ha reso inevitabile il cambio della guardia.

Gattuso eredita una squadra che necessita di una profonda ristrutturazione tecnica e psicologica, dovendo fare i conti con diverse partenze eccellenti a parametro zero, tra cui quelle di Pedro, Basic e Hysaj. Tuttavia, il nuovo allenatore potrà contare su alcuni punti fermi che conosce bene per averli già diretti in passato, come i difensori Alessio Romagnoli e Mario Gila, oltre a Samuel Gigot, già suo giocatore durante l'esperienza sulla panchina del Marsiglia. Il piano di mercato che Lotito ha prospettato al tecnico calabrese dovrà essere chiarito nelle prossime settimane, oscillando tra la necessità di un bilancio in pareggio e l'esigenza di rinforzare una rosa che conta ben nove giocatori in scadenza nel 2027. Gattuso, che ha rifiutato una proposta del Torino di Urbano Cairo ritenuta non all'altezza delle sue ambizioni, è atteso nel centro sportivo laziale già la prossima settimana per pianificare il ritiro estivo e le prime amichevoli stagionali.