Carlos Soler ha chiuso la sua prima stagione con la maglia della Real Sociedad con un bilancio estremamente positivo, che va ben oltre i semplici risultati sportivi. Il centrocampista valenciano, arrivato in terra basca quasi allo scadere del mercato estivo il primo settembre, ha saputo trasformare un'annata di transizione in un capitolo fondamentale della sua carriera. Attraverso i propri canali ufficiali, Soler ha espresso tutta la sua gratitudine verso l'ambiente di San Sebastián, sottolineando come il club txuri-urdin sia diventato per lui molto più di una semplice squadra di calcio. "Metto il punto finale a una stagione che non dimenticherò mai. Nonostante ci siano sempre aspetti da migliorare e quell'ambizione che ci spinge a non accontentarci, ho la certezza di aver trovato, più che un club, una casa dove poter godere del calcio ed essere felice", ha dichiarato il calciatore, visibilmente rigenerato dall'esperienza nel nord della Spagna.
Il percorso tecnico di Soler non è stato privo di sfide, specialmente nelle prime settimane di permanenza. Essendo approdato alla Real Sociedad a campionato già iniziato, il giocatore ha dovuto saltare le prime tre giornate della Liga e sottoporsi a una preparazione fisica specifica per allinearsi ai ritmi dei compagni. Nonostante questo ritardo iniziale, la sua importanza tattica è emersa prepotentemente a partire dal mese di novembre. Sotto la guida tecnica di Sergio Francisco prima, e di Pellegrino Matarazzo poi, Soler è diventato un perno inamovibile della mediana. I numeri confermano la sua centralità nel progetto: è stato schierato titolare in ben 26 delle 33 giornate di campionato a cui ha preso parte, dimostrando una continuità di rendimento che lo ha consacrato come uno dei migliori acquisti della società negli ultimi anni.
Il culmine emotivo e professionale della stagione è coinciso con la straordinaria cavalcata in Coppa del Re, culminata in una finale che resterà impressa nella memoria dei tifosi. Soler è stato protagonista assoluto dell'atto conclusivo, mantenendo la calma necessaria per trasformare uno dei rigori decisivi nella lotteria finale che ha assegnato il trofeo. In una serata che ha visto il portiere Unai Marrero ergersi a eroe assoluto della competizione, il centrocampista ex PSG ha contribuito in modo determinante a riportare il titolo nella provincia di Guipúzcoa. "È stato incredibile poter fare la storia e sollevare un titolo così importante insieme a tutti voi", ha aggiunto Soler, ricordando i festeggiamenti sul bus scoperto che ha attraversato le vie della città tra due ali di folla festante, celebrando un successo che mancava da tempo nella bacheca del club.
Oltre ai trionfi sul rettangolo verde, l'annata 2025-2026 ha rappresentato una svolta epocale per la vita privata del calciatore, che proprio a San Sebastián è diventato padre per la prima volta. Questo legame affettivo con la città ha cementato ulteriormente il suo rapporto con la tifoseria e la dirigenza. La stagione della Real Sociedad è stata peraltro trionfale su più fronti, con il club che ha festeggiato una storica doppietta grazie ai successi ottenuti sia dalla formazione maschile che da quella femminile. Guardando al futuro, Soler non nasconde la voglia di continuare a crescere con questa maglia: "Grazie per quest'anno, adesso puntiamo a ottenere ancora di più". Con la qualificazione alle competizioni europee in tasca e un gruppo solido guidato da Matarazzo, le premesse per un ciclo vincente sembrano esserci tutte.