Nemanja Gudelj, colonna portante del Siviglia, ha rotto il silenzio riguardo al suo futuro professionale in un momento di grande incertezza per il club andaluso. Con il contratto in scadenza nel giugno 2026, il calciatore serbo ha chiarito che la sua intenzione primaria è quella di proseguire l'avventura allo stadio Ramón Sánchez-Pizjuán. Nonostante le voci di una possibile cessione della società che stanno congelando le manovre di mercato, Gudelj ha espresso un profondo rispetto verso la dirigenza attuale e futura. "Per il rispetto che porto a questa maglia, ho sempre detto che il Siviglia avrà la priorità assoluta nei colloqui; solo dopo valuterò altre offerte", ha dichiarato il mediano, sottolineando come sia fondamentale concedere al club il tempo necessario per definire i nuovi assetti proprietari prima di sedersi al tavolo delle trattative.
L'attaccamento di Gudelj alla causa biancorossa non è solo professionale, ma profondamente emotivo, maturato in sette stagioni vissute intensamente nel capoluogo andaluso. Il calciatore si sente ormai un cittadino di Siviglia a tutti gli effetti e ha manifestato la sua disponibilità a venire incontro alle esigenze economiche della società, qualora fosse necessario per garantire la sua permanenza. "Mi sento bene fisicamente, in questa stagione ho giocato moltissimo e fortunatamente non soffro di frequenti infortuni", ha spiegato il serbo, aggiungendo un dettaglio non trascurabile sulla questione salariale: "Ho già ridotto il mio stipendio in passato e non avrei alcun problema a farlo di nuovo. Questa è casa mia e sarebbe un onore continuare a difendere questo scudo".
Un altro tema centrale nelle riflessioni di Gudelj riguarda il possibile ruolo di Sergio Ramos all'interno del nuovo progetto tecnico. Il difensore spagnolo, legato da una profonda amicizia al serbo, viene visto come la figura ideale per riportare il Siviglia ai vertici del calcio europeo dopo alcune annate deludenti trascorse nelle zone basse della classifica. Gudelj ha elogiato le doti umane e professionali dell'ex capitano del Real Madrid, definendolo un leader naturale capace di fare la differenza nello spogliatoio. "Se il suo ritorno o la sua permanenza fossero confermati, sarei entusiasta perché Sergio ha l'esperienza necessaria per farci tornare a lottare per i titoli, che è il posto dove questo club merita di stare", ha affermato con convinzione, auspicando una rapida risoluzione delle dinamiche interne per iniziare a programmare la risalita.
Infine, il centrocampista ha voluto rendere omaggio al lavoro svolto dal tecnico García Plaza e all'incredibile spinta ricevuta dai tifosi durante l'ultima complicata stagione. Secondo Gudelj, la chiave della salvezza è stata l'introduzione di una tattica semplice ed efficace in un momento in cui non c'era spazio per esperimenti complessi, riuscendo a compattare il gruppo tra veterani e giovani talenti della cantera. Il calore del pubblico del Sánchez-Pizjuán rimane però l'arma segreta del club: "Abbiamo visto tutti cosa è capace di fare la nostra gente; mi vengono ancora i brividi a pensarci. Questa tifoseria vince le partite da sola e quando lo stadio si trasforma in quel manicomio di passione che conosciamo, non esiste avversario troppo grande da affrontare".