Gian Piero Gasperini si appresta a vivere una giornata storica sulla panchina della Roma nella delicata trasferta contro il Verona allo stadio Bentegodi. Dopo aver superato Nils Liedholm nella prestigiosa classifica degli allenatori con più presenze nella storia della Serie A, il tecnico piemontese punta ora ad agganciare il leggendario "Barone" anche nel computo dei punti totali conquistati in carriera, che salirebbero a quota 1.037 in caso di successo esterno. Durante l'ultima conferenza stampa di presentazione del match, Gasperini ha mostrato un piglio quasi poetico citando indirettamente Nereo Rocco per sottolineare l'importanza di avere certezze granitiche ai due estremi del campo. "Qualcuno diceva di aver bisogno solo di un portiere che pari tutto e di un attaccante che faccia gol per risolvere ogni problema; oggi io posso dire di averli entrambi e i risultati sono sotto gli occhi di tutti", ha dichiarato l'allenatore, riferendosi chiaramente all'impatto devastante di Mile Svilar tra i pali e di Malen in fase realizzativa, definiti come l'alfa e l'omega del suo sistema di gioco.

Nonostante l'entusiasmo per i traguardi personali del mister, la spedizione giallorossa in terra veneta deve fare i conti con alcune defezioni pesanti che obbligano lo staff tecnico a ridisegnare l'assetto tattico della squadra. Mancheranno infatti il difensore centrale Evan N’Dicka, fermato da un problema fisico dell'ultima ora, e l'esterno Wesley, che deve scontare un turno di squalifica inflitto dal giudice sportivo. A queste assenze si aggiunge quella del capitano Lorenzo Pellegrini, ancora non al meglio della condizione atletica e dunque non utilizzabile per la sfida odierna. Tuttavia, in un segnale di grande compattezza societaria e di unità dello spogliatoio, sia Pellegrini che N’Dicka hanno voluto seguire la squadra a Verona, imbarcandosi sul volo charter insieme al vicepresidente Ryan Friedkin. Sugli spalti del Bentegodi è prevista la presenza di circa 1.500 sostenitori romanisti nel settore ospiti, che avranno l'onere di rappresentare l'intera tifoseria data la restrizione che ha vietato la trasferta ai residenti nella provincia di Roma.

Per quanto riguarda le scelte di formazione, Gasperini ha sciolto gli ultimi dubbi solo nelle ore immediatamente precedenti il fischio d'inizio, durante la consueta riunione tecnica mattutina. In mediana, la preoccupazione principale riguarda le condizioni di Koné, apparso visibilmente affaticato e non al massimo della forma dopo lo sforzo profuso nel derby della scorsa settimana. Il tecnico ha ammesso pubblicamente che il centrocampista francese non è al cento per cento e, per questo motivo, sembra intenzionato a lanciare dal primo minuto El Aynaoui al fianco dell'inamovibile Bryan Cristante per garantire dinamismo e protezione alla difesa. Sulle corsie esterne, con il turco Celik confermato a destra, toccherà all'olandese Rensch presidiare la fascia sinistra per sopperire all'assenza forzata di Wesley. La linea difensiva vedrà invece uno slittamento di Gianluca Mancini nel ruolo di centrale puro, con il giovane Ghilardi schierato sul centro-destra e l'esperto Hermoso a completare il terzetto arretrato a protezione della porta difesa da Svilar.

Il reparto offensivo rimane il vero fiore all'occhiello della Roma, con Gasperini orientato a confermare il cosiddetto tridente della fantasia per scardinare la retroguardia scaligera. Accanto al terminale offensivo Malen, dovrebbero agire contemporaneamente Matias Soulé e Paulo Dybala, sebbene resti viva fino all'ultimo l'ipotesi di un inserimento del giovane Pisilli qualora si optasse per un assetto tattico più equilibrato e prudente a gara in corso. La posta in palio in questa ultima fase della stagione è altissima: una qualificazione matematica alla prossima edizione della Champions League garantirebbe al club capitolino introiti stimati intorno ai 70 milioni di euro, considerando premi UEFA, diritti televisivi, sponsorizzazioni e incassi dal botteghino. Questo tesoretto economico sarebbe fondamentale non solo per le future strategie di mercato, ma anche per blindare il futuro di Paulo Dybala, il cui rinnovo contrattuale appare strettamente legato al ritorno della Roma nell'élite del calcio europeo. Vincere a Verona significherebbe dunque mettere un mattone decisivo per la stabilità economica e sportiva della società per i prossimi anni.