Il percorso che ha portato Donyell Malen a diventare uno dei punti di riferimento dell'attacco della Roma affonda le sue radici in un paesaggio suggestivo e lontano dai grandi riflettori. Tutto è iniziato a Wieringen, un piccolo centro di appena cinquemila abitanti situato nell'Olanda Settentrionale, prima che la località venisse accorpata al comune di Hollands Kroon. In questo angolo di mondo battuto dal vento, tra campi di periferia e porte segnate dal tempo, il giovane Donyell ha mosso i suoi primi passi calcistici con la maglia del VV Succes. Già all'età di cinque anni, quando la maggior parte dei bambini rincorre il pallone senza una precisa direzione, Malen dimostrava una coordinazione e una visione di gioco che lasciavano presagire un futuro radioso nel calcio professionistico.
René de Kort, uno dei suoi primi allenatori presso il club olandese, ricorda con estrema nitidezza l'impatto devastante che il bambino aveva sul campo. Secondo il tecnico, era evidente fin da subito che Malen possedesse una marcia in più rispetto ai suoi coetanei. Un aneddoto emblematico riguarda la sua abitudine di palleggiare a bordo campo in attesa dell'inizio degli allenamenti: il piccolo Donyell era capace di superare i cento tocchi consecutivi senza mai far cadere la sfera, un'impresa straordinaria per un bambino della sua età. Una volta iniziate le partite ufficiali, la sua superiorità diventava imbarazzante per gli avversari; Malen era in grado di dribblare l'intera squadra avversaria, indipendentemente dalla stazza fisica dei difensori, nascondendo il pallone con una naturalezza disarmante prima di depositare la palla in rete.
Oltre al talento naturale, la crescita di Malen è stata influenzata in modo determinante dalla figura di suo nonno Joop, che l'attaccante giallorosso considerava il suo migliore amico e mentore. Il legame tra i due era simbiotico, cementato da ore trascorse insieme a calciare il pallone in ogni momento libero. Un episodio curioso, ancora oggi narrato con affetto tra le mura del VV Succes, vede protagonista proprio Joop: un sabato mattina si presentò al campo visibilmente dolorante, spiegando agli allenatori che il mal di schiena era dovuto alle sessioni intensive di rovesciate che stava praticando insieme al nipote. Anche la nonna di Donyell giocava un ruolo in questa dinamica familiare, spesso esasperata dai due che, trasformando il salotto di casa in un campo da calcio improvvisato, finivano inevitabilmente per rompere bicchieri e suppellettili durante le loro sfide casalinghe.
Oggi Malen è una realtà consolidata della Serie A e un pilastro della Roma, ma non ha mai dimenticato le persone e i luoghi che lo hanno sostenuto all'inizio della sua avventura. Il presidente del VV Succes ha recentemente rivelato come il calciatore continui a supportare la sua vecchia società attraverso donazioni generose, a testimonianza di un legame che il successo non ha scalfito. In un campionato competitivo come quello italiano, dove la pressione è costante e ogni dettaglio può fare la differenza, la storia di Malen ricorda quanto siano fondamentali le basi umane e tecniche costruite durante l'infanzia. La sua capacità di saltare l'uomo e la freddezza sotto porta, che oggi fanno sognare i tifosi della Capitale, sono il risultato diretto di quei pomeriggi infiniti passati a Wieringen sotto l'occhio vigile di nonno Joop.