Il sipario cala sulla Saudi Pro League con un verdetto che lascia l'amaro in bocca a Simone Inzaghi e a tutto l'ambiente dell'Al-Hilal. Nonostante una cavalcata impressionante e una costanza di rendimento fuori dal comune, l'ex tecnico di Lazio e Inter ha visto sfumare il titolo nazionale proprio nelle battute conclusive, consegnando lo scettro di campione all'Al-Nassr guidato da Cristiano Ronaldo. La classifica finale recita un distacco minimo ma decisivo: l'Al-Hilal ha chiuso la sua stagione a quota 84 punti, due in meno rispetto ai rivali storici, pagando a caro prezzo la rimonta subita nelle ultime settimane. Un epilogo difficile da digerire per una squadra che, per lunghi tratti del torneo, sembrava aver ipotecato il successo finale grazie a una solidità tattica invidiabile e a una rosa di altissimo profilo.
La delusione è acuita dal fatto che la compagine di Inzaghi aveva gestito, fino a poco tempo fa, un vantaggio rassicurante di ben sette lunghezze sui diretti inseguitori. Tuttavia, una serie di pareggi e la marcia inarrestabile dell'Al-Nassr hanno permesso il sorpasso definitivo. Nell'ultima giornata di campionato, la vittoria di misura per 1-0 ottenuta contro l'Al-Fayha non è bastata al tecnico piacentino per ribaltare le gerarchie, poiché contemporaneamente la formazione di Ronaldo ha travolto il Damac con un netto 4-1, blindando il primo posto. Resta il paradosso statistico di una squadra, quella di Inzaghi, che ha terminato il torneo senza subire nemmeno una sconfitta sul campo, un primato di imbattibilità che però non è servito a sollevare il trofeo più prestigioso del panorama calcistico saudita.
Al termine della gara, Simone Inzaghi ha espresso tutta la sua amarezza per un traguardo sfuggito nonostante l'altissimo livello di prestazioni offerto dai suoi uomini durante tutto l'arco dell'anno. Il tecnico ha sottolineato come, in circostanze normali, un bottino di 84 punti sarebbe stato ampiamente sufficiente per assicurarsi la vittoria finale in quasi ogni campionato del mondo. "Per noi c'è grande delusione perché volevamo fortemente vincere questo titolo", ha dichiarato l'allenatore ai microfoni della stampa, aggiungendo però di aver voluto ringraziare personalmente ogni singolo giocatore negli spogliatoi. Inzaghi ha rimarcato la straordinarietà del percorso fatto, definendo i suoi calciatori eccezionali per aver saputo fronteggiare infortuni pesanti e continui cambiamenti strutturali all'interno della rosa.
La stagione dell'Al-Hilal si chiude quindi con il solo successo nella King Cup, un trofeo comunque importante ma considerato un bottino magro rispetto alle aspettative iniziali e agli enormi investimenti del club. Oltre al campionato, resta vivo il rimpianto per l'eliminazione subita in Champions League asiatica, arrivata dopo una sfida estremamente combattuta dove la squadra avrebbe potuto prevalere durante i tempi supplementari. Inzaghi ha analizzato il periodo post-Mondiale come una sorta di seconda stagione compressa, evidenziando come il calcio saudita sia ormai sotto i riflettori globali e richieda uno sforzo fisico e mentale senza precedenti. Nonostante l'amarezza per il secondo posto, il tecnico guarda al futuro con orgoglio, consapevole di aver trasformato l'Al-Hilal in una corazzata quasi imbattibile, sebbene la gloria finale sia andata ai rivali di Riad.