La stagione calcistica in Arabia Saudita si chiude con un verdetto che lascia l'amaro in bocca a Simone Inzaghi e al suo Al Hilal. Nonostante una cavalcata trionfale sotto il profilo della continuità, l'ex tecnico dell'Inter ha dovuto cedere il passo all'Al Nassr guidato da Cristiano Ronaldo, che si è laureato campione. In conferenza stampa, l'allenatore piacentino non ha nascosto la propria delusione per un obiettivo sfumato proprio sul più bello, sottolineando come la quota di 84 punti raggiunta in classifica rappresenti un bottino che, in circostanze normali, avrebbe garantito ampiamente la vittoria del titolo nazionale. La competizione nel massimo campionato saudita ha però raggiunto livelli di eccellenza tali da rendere insufficiente anche un percorso quasi perfetto, segnando un punto di svolta nella storia recente del torneo.
Nel rivolgersi ai media, Inzaghi ha voluto tributare un caloroso ringraziamento ai suoi calciatori, definendo il loro rendimento come qualcosa di straordinario viste le premesse della vigilia. Il tecnico ha spiegato che lo spogliatoio ha dovuto affrontare una serie infinita di ostacoli, tra cui numerosi infortuni che hanno falcidiato la rosa nei momenti chiave e continui cambiamenti nell'organico che hanno reso difficile trovare un assetto stabile. "Per noi c'è grande amarezza perché il nostro obiettivo primario era vincere il campionato", ha dichiarato l'allenatore italiano, aggiungendo che la squadra ha avuto pochissimo tempo per lavorare sul campo a causa di un calendario estremamente fitto. Queste difficoltà strutturali hanno pesato sulla gestione quotidiana, rendendo ogni singola partita una sfida non solo tecnica, ma anche di pura resistenza fisica e mentale.
Un dato statistico emerge però con prepotenza dalle parole di Inzaghi, elevando l'Al Hilal a un livello di eccellenza globale: la squadra ha concluso l'annata senza subire nemmeno una sconfitta in campionato. "Siamo l'unica compagine ancora imbattuta in tutto il panorama mondiale e, nonostante questo primato incredibile, portiamo a casa soltanto un trofeo, la Coppa del Re", ha sottolineato con una punta di rammarico il tecnico. Questo paradosso sportivo evidenzia quanto sia stato crudele il verdetto del campo, che ha premiato la maggiore capacità dell'Al Nassr di capitalizzare gli scontri diretti o di mantenere un ritmo ancora più forsennato, lasciando all'Al Hilal l'onore delle armi e un record di invincibilità che difficilmente verrà eguagliato nel breve periodo.
Il bilancio stagionale è ulteriormente appesantito dal ricordo della sfortunata eliminazione nella Champions League asiatica, un torneo che l'Al Hilal sognava di vincere per consacrarsi anche fuori dai confini nazionali. Inzaghi ha ricordato con precisione la bruciante sconfitta subita ai calci di rigore contro l'Al-Sadd, formazione guidata da un altro grande esponente del calcio italiano, Roberto Mancini. Quella partita, decisa solo dai tiri dal dischetto dopo dei tempi supplementari dominati dalla squadra di Inzaghi, rappresenta il grande rimpianto continentale di un'annata vissuta sempre al limite. Il tecnico ha concluso ricordando come l'attenzione globale generata dal Mondiale abbia trasformato il calcio saudita, riducendo drasticamente i tempi di recupero e preparazione, un fattore che ha reso questa stagione simile a una maratona estenuante durata quanto due campionati messi insieme.