Il Betis e il Celta si giocano domani pomeriggio alle 18.30 molto più di tre semplici punti. Lo scontro diretto di La Cartuja rappresenta infatti uno snodo fondamentale nella lotta per la quinta posizione della Liga EA Sports, un traguardo che quest'anno ha assunto un valore straordinario. La Spagna ha infatti superato la Germania nella classifica dei coefficienti UEFA, conquistando due ulteriori slot per l'accesso alla Champions League. Una promozione che trasforma la corsa al quinto posto da obiettivo secondario a priorità assoluta.

I verdiblanchi di Pellegrini arrivano a questo appuntamento bisognosi di una scossa immediata. Dopo il pareggio deludente nel derby cittadino, gli andalusi non hanno trovato continuità: due sconfitte consecutive (una contro il Getafe in campionato e l'altra contro il Panathinaikos in Europa League giovedì sera), con un bilancio particolarmente preoccupante di cinque gol subiti e zero realizzati. Per la trasferta greca il tecnico ha dovuto fare i conti con l'assenza di Isco e Lo Celso, mentre ora perde anche Diego Llorente per un colpo rimediato durante gli allenamenti. Una nota positiva arriva dal rientro di Amrabat, il cui contributo potrebbe essere decisivo per ritrovare quella creatività e solidità difensiva che mancano.

Dal canto suo, il Celta giunge al big match con un'altra sfida europea incombente contro il Lione, ma con il morale diverso. Una vittoria oggi porterebbe gli uomini di Giráldez in vantaggio nella corsa al posto europeo. L'allenatore celeste mantiene toni misurati, rimarcando come i tre punti rappresenterebbero soprattutto una conferma di permanenza tranquilla, ma è chiaro che il club ha ambizioni ben più alte. Borja Iglesias, ex gloria dei biancoverdi e autore di 11 gol in Liga, avrà una sola chance di giocare prima dello stop per squalifica in coppa, così come Óscar Mingueza. L'unica indisponibilità è quella di Miguel Román, fermo ai box per infortunio di lunga durata.

Il cuore tattico della gara ruoterà attorno al confronto tra i due attaccanti d'eccellenza: da una parte Cucho Hernández, colombiano in ricerca di reattività dopo un periodo di digiuno realizzativo (pur avendo comunque otto gol in stagione), dall'altra il Panda, che a Siviglia scrisse pagine importanti della storia recente con la conquista della Coppa del Re 2021-22 e che oggi brilla sotto i colori galiziani con prestazioni di grande spessore.

Tutto lascia presagire una battaglia equilibrata tra due squadre dal buon tasso tecnico, capaci di sviluppare un calcio ordinato e possedendo individualità in grado di decidere la sfida in momenti chiave. Il dato particolare della gara d'andata (1-1 al Balaídos) aggiunge una componente di incertezza affascinante. Con una quinta piazza che ormai rappresenta quasi una porta d'accesso alla massima competizione europea, chi avrà la meglio a La Cartuja farà un passo significativo verso un obiettivo che fino a poche settimane fa sembrava impensabile.