La stagione di Moise Kean sembra essere giunta a un amaro epilogo anticipato. L'attaccante della Nazionale, tormentato da un cronico problema alla tibia che lo tiene lontano dai campi dai primi giorni di aprile, non è riuscito a invertire la tendenza nonostante i tentativi disperati degli ultimi giorni. Anche durante l'ultima sessione di allenamento, la punta ha svolto un lavoro differenziato, segnale inequivocabile di una condizione fisica ancora precaria che lo spinge con ogni probabilità verso la tribuna per l'imminente sfida contro l'Atalanta. Per Kean si tratterebbe di una chiusura d'anno solare deludente, proprio nel momento in cui la squadra avrebbe avuto più bisogno del suo apporto realizzativo per concludere dignitosamente il campionato.
In vista del match contro i bergamaschi, il tecnico Paolo Vanoli deve fare i conti con una rosa rimaneggiata non solo nel reparto avanzato. La squalifica di Ranieri impone un cambio forzato al centro della difesa, dove il giovane Comuzzo appare in netto vantaggio su Rugani per affiancare Pongracic. La scelta di puntare sul talento del vivaio piuttosto che sull'ex juventino, ormai considerato tra i possibili partenti nella prossima sessione di mercato, sottolinea la volontà dell'allenatore di guardare al futuro. Sulla fascia sinistra agirà regolarmente Robin Gosens, mentre la corsia opposta vedrà l'impiego di Harrison, chiamato a sostituire l'infortunato Parisi in un ruolo di ala destra che richiederà grande sacrificio in fase di ripiegamento.
Il peso dell'attacco graverà dunque interamente sulle spalle di Piccoli, che ha vinto il ballottaggio interno e si candida per una maglia da titolare dal primo minuto. Resta viva l'opzione Braschi, che potrebbe trovare spazio a partita in corso per dare freschezza alla manovra offensiva viola. Sulla trequarti, il dubbio principale riguarda l'impiego di uno tra Solomon e Gudmundsson, con l'islandese che scalpita per dimostrare il proprio valore in quella che potrebbe essere una delle sue ultime apparizioni in maglia gigliata. Vanoli, che a breve riceverà il prestigioso Trofeo Maestrelli a Montecatini come riconoscimento per il suo lavoro, cercherà di isolare la squadra dalle voci esterne, nonostante le difficoltà oggettive incontrate nel girone di ritorno.
L'atmosfera che si respira attorno allo stadio Artemio Franchi è tutt'altro che serena, con una previsione di circa 17.000 spettatori pronti a manifestare il proprio malcontento. L'aria di contestazione, già percepita chiaramente dopo la sfida contro il Genoa, sembra destinata a colpire quasi tutti i tesserati, con l'unica eccezione rappresentata proprio dal tecnico Vanoli, verso il quale la tifoseria nutre ancora stima e rispetto. Sarà una serata di addii e di bilanci per una Fiorentina che si appresta a una profonda rivoluzione estiva, cercando però di onorare l'impegno contro un'Atalanta sempre temibile e in piena corsa per i propri obiettivi stagionali. La tensione sugli spalti riflette la delusione per un'annata che, dopo premesse incoraggianti, si sta trascinando verso una conclusione malinconica e priva di acuti.