La stagione della Lazio sembra destinata a concludersi con un bilancio tutt'altro che esaltante, portando la dirigenza a riflettere su una ristrutturazione radicale dell'organico. Il progetto tecnico attuale, che non ha prodotto i frutti sperati sul campo, appare ormai giunto al capolinea, con molti tasselli della rosa pronti a saltare in vista della prossima sessione estiva. Non si tratta solo di esuberi, ma di elementi che fino a poco tempo fa erano considerati i pilastri su cui costruire il futuro, rendendo lo scenario di Formello particolarmente instabile e soggetto a cambiamenti profondi che potrebbero mutare radicalmente il volto della squadra titolare.

Il reparto difensivo, paradossalmente quello che ha offerto le garanzie maggiori durante l'anno, è proprio quello che desta le preoccupazioni più grandi per il presidente Claudio Lotito e il direttore sportivo Angelo Fabiani. Alessio Romagnoli e Mario Gila sono i nomi caldi: entrambi hanno il contratto in scadenza nel 2027, una data che mette la società in una posizione di debolezza contrattuale. Per Romagnoli si tratterebbe di un addio già sfiorato a gennaio, quando il trasferimento verso i qatarioti dell'Al-Sadd saltò solo all'ultimo istante a causa di una disputa economica legata ad alcune mensilità arretrate a cui il difensore non ha voluto rinunciare, innescando tensioni mai del tutto sopite tra il calciatore e la proprietà.

La situazione di Mario Gila appare ancora più complessa dal punto di vista finanziario e strategico per le casse biancocelesti. Il centrale spagnolo non sembra intenzionato a rinnovare l'accordo e, nonostante l'interesse concreto di grandi club italiani come Milan e Inter, la Lazio deve fare i conti con una clausola che garantisce al Real Madrid il 50% sulla futura rivendita. Questa condizione spinge la dirigenza a sperare in un'asta internazionale per massimizzare il profitto, sebbene non sia esclusa l'ipotesi di trattenere il giocatore fino alla naturale scadenza del contratto per non svendere un asset così prezioso, valutando attentamente il rapporto tra benefici tecnici e incassi economici.

Oltre ai big della difesa, la lista dei partenti è lunghissima e coinvolge ogni reparto, segnando la fine di un ciclo per molti veterani. Il primo luglio vedrà gli addii ufficiali a parametro zero di Elseid Hysaj, Toma Basic e del veterano Pedro, mentre Daniel Maldini non verrà riscattato dall'Atalanta poiché è venuto a mancare l'obbligo di riscatto fissato a 14 milioni di euro, legato alla qualificazione nelle competizioni europee ormai sfumata. In questo mare di incertezze, l'unica ancora di salvezza sembra essere Adam Marusic, che ha blindato il suo futuro a Roma firmando un prolungamento fino al 2028 con un'ulteriore opzione per l'anno successivo, diventando di fatto l'unico punto fermo della retroguardia.

Il rischio di uno smantellamento totale è concreto se si guarda alla folta schiera di calciatori il cui legame scadrà nel 2027, tra cui figurano nomi storici e comprimari come Patric, Danilo Cataldi, Manuel Lazzari e Luca Pellegrini. Anche la porta potrebbe subire scossoni, con Ivan Provedel finito nel mirino dell'Inter per ricoprire il ruolo di dodicesimo uomo sotto la guida tecnica di Cristian Chivu. Questa emorragia di talenti, iniziata già con le cessioni di Valentin Castellanos e Mattéo Guendouzi, mette in discussione anche profili come Gustav Isaksen e Nuno Tavares, già finiti sul banco degli imputati durante il mercato invernale per un rendimento al di sotto delle aspettative, confermando la volontà del club di voltare pagina definitivamente.